«Le dichiarazioni dell’Ad di Ryanair, Michael O’Leary, che si uniscono a quelle di altre compagnie, operatori turistici e sindacati, fanno cadere definitivamente la narrazione rassicurante del Governo: il rischio di una crisi negli approvvigionamenti di carburante per il trasporto aereo è reale e già nelle prossime settimane potrebbe incidere sulla regolarità dei voli e sulle prenotazioni estive». Così il deputato sardo del Pd, Silvio Lai, a cui risponde il collega di FdI, Salvatore Deidda, presidente della commissione Trasporti: «Il parlamentare Lai sembra scrivere i propri comunicati limitandosi a sfogliare i quotidiani e assemblando concetti con il copia e incolla, pur di accusare il Governo. Guarda a caso non vengono citate le posizioni di altri vettori come Wizz Air, Ita o Aeroitalia».
Per Lai, «di fronte all’allarme lanciato da uno dei principali operatori in Italia, le parole di Matteo Salvini e Adolfo Urso risultano non solo deboli, ma profondamente irresponsabili. Non si può continuare a minimizzare la vicenda, mentre in Europa si attivano monitoraggi straordinari. È inaccettabile che, a fronte di segnali così chiari, il Governo non abbia ancora avviato un coordinamento pubblico con autorità, compagnie e gestori aeroportuali, né fornito dati trasparenti sullo stato delle scorte». Per Deidda, «basterebbe confrontarsi con l'Enac, con i gestori aeroportuali o con le associazioni di categoria per avere un quadro veritiero. Governo e Parlamento stanno monitorando costantemente la situazione, mantenendo un dialogo aperto con tutti gli stakeholder e le compagnie. È inutile negare la complessità dello scenario internazionale, ma non aiutano il settore gli improvvisarsi esperti del livello dei depositi di carburante solo per creare allarmismo».
Lai ha presentato un’interrogazione perché l’Esecutivo «dica con chiarezza quali rischi esistano per i mesi estivi e quali misure si intendano adottare per garantire la continuità dei collegamenti, a partire dalla Sardegna. La nostra Isola subisce già il raddoppio delle tariffe nel trasporto merci, con gli armatori che scaricano ritardi e inefficienze tecnologiche su imprese e utenti finali: tutto questo nel disinteresse del Governo che ha respinto, sia alla Camera sia al Senato, le nostre proposte per affrontare il problema».
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