Il delitto

Uccisa dal nipote, non si trova il corpo 

Senza esito le ricerche dell’insegnante. La scuola rinvia gli esami 

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Venezia. Sono ancora senza esito le ricerche del corpo dell'insegnante di 53 anni di San Stino di Livenza (Venezia), C.G., uccisa dal nipote diciassettenne, che ha confessato il delitto. Ieri i vigili del fuoco hanno fatto nuovamente decollare dall’aeroporto Marco Polo di Venezia l’elicottero Drago, impiegato nelle perlustrazioni già da domenica. Prosegue senza successo il monitoraggio dei fiumi che confluiscono nel mare Adriatico attraverso canali e piccoli immissari collegati al tratto indicato dal giovane. Le ricerche continuano a concentrarsi soprattutto sul canale Malgher, dove, secondo quanto riferito dal ragazzo, il corpo sarebbe stato gettato dopo l’omicidio. Sul posto operano incessantemente sommozzatori, gommoni e droni. Secondo le valutazioni tecniche, la corrente del canale non sarebbe tale da trascinare lontano il corpo, ma la circostanza che siano trascorsi già quattro giorni da quando il nipote dice di averlo gettato in acqua rende l’individuazione più ardua.

Le indagini

Sul fronte investigativo, la Procura di Pordenone ha spiegato che la svolta è arrivata quando sono emersi pregressi e gravi dissidi familiari tra la vittima e il nucleo del fratello. Da allora gli accertamenti si sono concentrati sul minorenne che, dopo un lungo interrogatorio, ha ammesso le responsabilità. Il fascicolo è stato così trasferito alla Procura per i minorenni di Trieste, mentre quella di Pordenone mantiene aperta l’indagine originata dalla scomparsa. Gli inquirenti escludono al momento il coinvolgimento di terze persone. A sostegno dell'ipotesi che il giovane abbia agito da solo ci sarebbero anche immagini di videosorveglianza nelle quali sarebbe stato ripreso mentre trasporta una carriola con il corpo coperto da un telo verso il canale. Solo il ritrovamento della salma potrà confermare in modo definitivo la dinamica riferita dal reo confesso. La Procura dei minori presenterà la richiesta di convalida del fermo, avvenuto nella tarda serata di sabato. Il giovane è in una comunità per minori della provincia di Treviso.

Supporto

Davanti all’abitazione della vittima continuano ad arrivare amici, ex allievi e conoscenti che lasciano fiori e messaggi di cordoglio. Ieri sera c’è stato un momento di preghiera nella scuola dove insegnava. Il Comune ha annunciato di aver approntato un centro di ascolto e supporto psicologico per gli alunni della professoressa di italiano, storia e geografia e dei colleghi. La scuola, invece, ha comunicato che gli studenti che non se la sentissero di sostenere gli esami di terza media in questi giorni, potranno farlo la prossima settimana.

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