Washington

Trump sfida i sondaggi: «Ho salvato gli Usa, eravamo nel baratro» 

Il presidente allo Stato dell’Unione cerca di riconquistare i consensi 

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Washington. Donald Trump rilancia l'America Dream. In calo nei sondaggi e con le prime crepe che emergono nella base Maga, il presidente coglie l'occasione del discorso sullo Stato dell'Unione per lanciare la volata dei repubblicani alle elezioni di metà mandato. Davanti a Camera e Senato riuniti in seduta plenaria, The Donald difende il suo primo anno alla Casa Bianca, durante il quale ha «salvato l'America dall'orlo del disastro», e getta le basi per il futuro alzando il velo su nuove misure per ridurre quel carovita che non lascia respiro agli americani.

Progetti

Un'agenda «ambiziosa» che punta dritta a lanciare il Paese verso quell'età dell'oro che ancora appare un miraggio. Per il presidente è il discorso più difficile da anni dopo la spallata della Corte Suprema sui dazi, pilastro portante della sua politica economica. Davanti a quei saggi che lo hanno bocciato seduti in prima fila come di consueto, il presidente rivendica la sua autorità. Lo fa nel giorno dell'entrata in vigore di dazi globali del 10% per tutti, e mentre l'amministrazione lavora ad alzarli al 15% e delineare la strategia da seguire nei prossimi mesi per mantenere la stretta sui partner commerciali. I dazi però sono solo uno dei temi di frizione con gli americani e il Congresso. Lo State of the Union cade infatti nel mezzo dello shutdown parziale a cui è stato costretto dai democratici nella battaglia per i finanziamenti all'Ice, l'agenzia protagonista degli incidenti di Minneapolis che hanno trasformato l'immigrazione da punto di forza del presidente a suo tallone d'Achille.

Punti deboli

Sulle tariffe e i migranti Trump inizia a incontrare resistenze anche nel suo stesso partito, storicamente favorevole agli scambi commerciali liberi e contrario alle tattiche aggressive degli agenti dell'Ice. In vista delle elezioni di novembre, i conservatori sono consapevoli che gli americani bocciano Trump su dazi e migranti e temono l'effetto domino alle urne. Una sconfitta alla Camera è quasi scontata, ma il rischio sempre più reale è quello di una valanga democratica che conquisti l'intero Congresso lasciando il presidente come un'anatra zoppa. Non facile dunque per il presidente, nella serata di massima visibilità dell'anno, raggiungere l'obiettivo del rilancio di un'immagine appannata su più fronti, complice anche lo scandalo di Jeffrey Epstein.

Politica estera

L'arduo compito di Trump di convincere gli americani sulle sue ricette economiche si accompagna a quello ancora più complicato di prepararli per un possibile attacco all'Iran. Il presidente non ha ancora deciso se colpire, anche se - secondo indiscrezioni - sarebbe propenso a un attacco limitato per rafforzare la posizione negoziale degli Stati Uniti, seguito da un'operazione più massiccia nel caso in cui l'Iran non dovesse accettare le condizioni americane. Convincere gli americani a benedire la sua azione non è facile: la sua base Maga è contraria all'interventismo militare all'estero e il grande pubblico in generale ricorda con preoccupazione le battaglie americane in Medio Oriente. Trump in aula parla davanti ad alcune delle vittime di Epstein, alla figlia di Jimmy Lay (il magnate pro-democrazia di Hong Kong condannato a 20 anni di carcere), alla mamma di un ragazzo fermato dall'Ice e alla squadra di hockey maschile americana, oro alle Olimpiadi di Milano-Cortina.

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