La polemica

Trump: «Il Papa mette a rischio i cattolici» 

Nuovo attacco al Vaticano alla vigilia dell’arrivo del segretario Rubio 

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Washington. Il Papa «sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Per lui va benissimo che l'Iran abbia un'arma nucleare». Alla vigilia del viaggio a Roma del suo segretario di Stato, Donald Trump torna ad attaccare Leone XIV complicando ulteriormente la già spinosa missione di Marco Rubio e scatenando la reazione del governo.

Attacco frontale

Le nuove parole del presidente contro il primo pontefice americano della storia non passano inosservate in Vaticano. È stato lo stesso pontefice a replicare. «La missione della Chiesa è predicare il Vangelo e la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, lo faccia»,ha detto in serata uscendo da Castel Gandolfo, ricordando nel merito che «la Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari. Quindi non c'è nessun dubbio. Spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio».

Parole confermate dal segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin. «Può piacere o no, ma il ruolo di Prevost è quello di predicare la pace», ha rimarcato. Anche il governo italiano ha preso posizione con fermezza: «Gli attacchi nei confronti del Santo Padre non sono né condivisibili né utili alla causa della pace. Ribadisco il sostegno ad ogni azione e parola di Papa Leone», ha scritto su X il ministro degli esteri e vicepremier Antonio Tajani che venerdì ha in agenda un bilaterale con Rubio. «Il Papa non si discute, si ascolta», ha sottolineato invece il vicepremier Matteo Salvini.

Nel mezzo del polverone provocato dal ciclone Trump, Rubio sbarca domani a Roma per incontrare il Papa e il governo Meloni («l’Italia ha addestrato le forze di polizia e di sicurezza del Libano, la consulteremo certamente, può essere molto utile per quel Paese») con l'obiettivo di promuovere le «relazioni bilaterali». Ma la missione appare ora sempre più in salita: fervente cattolico, Rubio ha visto il Papa nel 2025 partecipando alla sua cerimonia di insediamento. Allora con lui c'era il vicepresidente JD Vance. Questa volta Rubio si presenta in Vaticano da solo segnalando, secondo gli osservatori, la sua ascesa all'interno dell'amministrazione e fra i repubblicani, che lo vedono sempre più un'alternativa convincente alla presidenza per il 2028. Vance resta il favorito per la Casa Bianca ma l'aver difeso Trump nelle critiche al Papa e nella guerra in Iran rischia di danneggiarlo.

Verso le urne

Per Rubio e i conservatori ricucire lo strappo con il Vaticano non è solo importante da un punto di vista diplomatico visto che Trump e Prevost sono i due americani più in vista al mondo. È essenziale anche da quello politico: il voto in massa dei cattolici è stato decisivo per il ritorno alla Casa Bianca del presidente e gli attacchi al Pontefice hanno sollevato una levata di scudi fra i cristiani d'America, il 42% dei quali si è schierato con Prevost e solo il 31% con il tycoon. Il rischio è che al partito repubblicano venga a mancare il loro sostegno alle elezioni di metà mandato, mettendo così ancora più in pericolo il già vacillante controllo del Congresso.

Il nuovo attacco del presidente a Leone arriva a poche settimane dal precedente affondo quando Trump, infastidito dalle parole di Papa sulla pace, lo aveva definito “debole e pessimo in politica estera”. Un post su Truth che irritò la premier Giorgia Meloni che aveva bollato come «inaccettabili» le frasi sul pontefice. «È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha una arma nucleare», aveva replicato il tycoon, già spazientito dal mancato sostegno degli alleati Nato alla operazione in Iran. Una tensione transatlantica, alimentata anche dalle critiche del cancelliere tedesco Friedrich Merz, sfociata nell'annuncio di un ritiro parziale delle truppe americane di stanza in Germania e nelle minacce di fare lo stesso in Spagna e Italia. E di riaprire la guerra commerciale all'Europa, con dazi al 25% sulle auto Ue.

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