Il caso.

«Gli 007 coprivano la Uno bianca, ci chiesero di uccidere» 

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Bologna. «Loro ce la mettevano tutta, ma non ci trovavano, non ci prendevano». Lo dice Roberto Savi, ex poliziotto e insieme al fratello Fabio uno dei capi della banda della Uno bianca, in carcere dal 1994, in un passaggio dell’intervista realizzata da Francesca Fagnani per “Belve” trasmessa ieri sera Raidue. Fagnani dice a Savi, condannato all’ergastolo: «A un certo punto della storia si sono inseriti dei personaggi che non sono dei delinquenti, i quali ci hanno garantito la copertura della rete investigativa. Lo ha detto lei». «Mi ricordo di averlo detto». «È vero?». «Sì». Poi la conduttrice domanda a Savi della rapina nell’armeria di via Volturno, il 2 maggio 1991, in cui Roberto e il fratello Fabio uccisero la proprietaria Licia Ansaloni e il collaboratore, l’ex carabiniere Pietro Capolungo. «Anche qui, non c’era bisogno di uccidere», dice Fagnani. «Capolungo sì», risponde Savi. Secondo la sua versione quella non fu una rapina: «Ma va là, la rapina... Chi va a rapinare pistole? Non avevamo nient’altro che pistole in quella casa». «Qual era il motivo?», chiede Fagnani. «Lui era ex dei servizi particolari dei carabinieri. Volevano una scusa, farlo fuori in qualche maniera. “Che scusa prendiamo?”. Ogni tanto venivamo chiamati: “Facciamo così”, e facevamo così». «Tutte le settimane, passavo due o tre giorni a Roma», dice in un altro passaggio. «Con chi parlava?», chiede Fagnani. «Eh, con chi parlavo… Andavo giù per parlare con loro». «Loro chi? I Servizi?», chiede la giornalista. «Ma sì (...) Insomma, quelli ci hanno aiutato, non ci hanno fatto prendere. E poi ci hanno fatto prendere». Capitava, è la domanda, che faceste qualcosa, qualche azione perché chiesta da altri? Risposta: «Ci sono degli uffici particolari che hanno un apparato e noi eravamo di quelli che, delle volte, appunto, abbiamo fatto quel lavoro lì». Vi hanno chiesto di eliminarlo, chiede Fagnani. E Savi annuisce.

Secca la reazione di Alberto Capolungo, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della Uno bianca: «Mi ha fatto un'impressione pessima. Se Roberto Savi ha cose simili da dire ha sbagliato palcoscenico. Ci sono i magistrati, che hanno ancora indagini in corso. Per dire cose del genere, che non ha mai detto nei processi, è meglio che vada da qualcun'altro. È un'operazione molto spiacevole, disgustosa, sospetta».

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