Si chiude oggi la prima fase del Premio Strega, con una lista di 79 titoli proposti dagli Amici della Domenica. All'edizione degli ottant’anni, la Sardegna si presenta con tre diverse voci: ieri, a “L'immensa distrazione” (Einaudi) di Marcello Fois, proposto da Helena Janeczek, si sono aggiunti Bianca Pitzorno con “La sonnambula” (Bompiani) e, per la cagliaritana Arkadia, “L’ombra di Kafka” del siciliano Andrea Alba.
Bompiani
Bianca Pitzorno, scrittrice sassarese amatissima da generazioni di lettrici e lettori, è stata presentata da Roberta Mazzanti. Il romanzo nasce da una curiosa inserzione pubblicitaria dell’Ottocento sassarese e si trasforma in un romanzo d’atmosfera irresistibile. Protagonista è Ofelia Rossi, veggente per necessità e donna in fuga, che si muove tra i segreti e le ipocrisie di una piccola città sarda con intelligenza e una straordinaria capacità di sopravvivenza.
Arkadia
Come detto, la presenza della Sardegna allo Strega 2026 non si esaurisce con i grandi nomi. C’è anche Arkadia, casa editrice cagliaritana che porta avanti da anni un puntuale lavoro editoriale e che in questa edizione figura con “L’ombra di Kafka” di Andrea Alba, siciliano trapiantato a Torino. Il romanzo, proposto da Claudio Strinati, racconta di falsi letterari e labirinti borgesiani nell'Italia di fine millennio; un libro che, nelle parole del proponente, sa essere leggero in superficie e stratificato in profondità. Dal 2019 Arkadia è presente con continuità al premio: tredici i titoli presentati in sette anni, una costanza che certifica l’impegno dell’editore cagliaritano verso la qualità delle proprie proposte.
Tre presenze, dunque, che raccontano una Sardegna letteraria viva e plurale: quella dei grandi autori affermati, e quella di un editore indipendente che costruisce mattone dopo mattone la propria credibilità nazionale. L’appuntamento è ora fissato al 1 aprile alla Camera di Commercio di Roma, nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, per conoscere i componenti della dozzina. Per la cinquina finale, si dovrà aspettare fino al 3 giugno, al Teatro Romano di Benevento. (c. a.)
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