Si parte da Badu ’e Carros. È lì che si concentrerà il piano legato al 41-bis in Sardegna. Ed è dai numeri del carcere barbaricino che il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, ha voluto ribaltare la narrazione circolata nelle ultime settimane. «A Nuoro arriveranno mafiosi, non detenuti As (Alta sicurezza)», ha annunciato appena uscito dal carcere di Alghero, al termine di una lunga visita. «Il circuito di As - ha aggiunto - presenta spesso aspetti più problematici sotto il profilo gestionale». Nessuna invasione incontrollata di boss, dunque, a sentire Delmastro. «A Badu ’e Carros non ci sono più 125 mafiosi. Al massimo della capienza ne arriveranno 67 presidiati dal Gom (Gruppo operativo mobile), il reparto specializzato della polizia penitenziaria. A meno che la matematica non sia un’opinione, 67 è meno di 125», ha incalzato con tono polemico, smentendo le cifre circolate nel dibattito politico. «Il mio progetto riguarda Badu ’e Carros, tutto il resto era già previsto».
Alla fine saranno tre gli istituti sardi interamente destinati al regime speciale. Casa circondariale di Uta, a Cagliari, quella di Bancali a Sassari dove i numeri rimarranno invariati e Badu ‘e Carros a Nuoro dove diminuiscono i reclusi e aumenta il regime di sorveglianza. «Non c’è una sola emergenza nazionale che dica che i parenti dei 41-bis seguano i reclusi sul territorio, vanno a infiltrarsi nei territori ricchi. Invece sono i parenti degli AS che seguono gli AS», ha cercato di rassicurare.
Alghero
Mentre infuria la polemica sul 41-bis, almeno per ora Alghero resta fuori dal piano. L’ex carcere modello “Giuseppe Tomasiello” di via Vittorio Emanuele non rientra nel disegno di rafforzamento del regime duro. Una notizia che nella Riviera del Corallo viene letta con un sospiro di sollievo. Delmastro, accompagnato dalla direttrice della Casa di reclusione Tullia Carra, ha rassicurato i sindacati sulla volontà di risolvere i problemi di sovraffollamento e di riequilibrio degli organici in un carcere, passato da 80 a 160 detenuti, anche a causa di emergenze nazionali. Da Casa di reclusione, il Tomasiello, negli ultimi mesi è praticamente diventato una Circondariale. Ma non è il numero in eccesso a minare i fragili equilibri del carcere algherese, semmai la tipologia dei reclusi, tra cui tanti tossicodipendenti o detenuti in attesa di processo. L’obiettivo dichiarato dal delegato del Governo Meloni è di preservarne la vocazione trattamentale.
La visita mancata a Nuoro
Più che ad Alghero, però, il sottosegretario era atteso proprio a Nuoro, magari davanti ai cancelli di Badu ’e Carros, dove il dibattito appare decisamente più acceso, o a un tavolo istituzionale. La visita, inizialmente annunciata a fine gennaio, non è mai avvenuta. «Per impegni improrogabili», hanno fatto sapere dal suo entourage. Un’assenza che non è passata inosservata, proprio mentre il tema del 41-bis infiamma il confronto tra Governo e Regione. Nel punto stampa all’esterno del carcere “Tomasiello”, il sottosegretario Delmastro ha approfittato per attaccare duramente chi, a suo dire, avrebbe alimentato allarmismi. «Mi dispiace che qualcuno abbia voluto creare paura in questa terra. Non credo sia ignoranza, nel senso etimologico del termine, ma malafede per coprire ben altri problemi che esistono su questa terra». Meno Alta Sicurezza, più 41-bis a Nuoro, «con numeri inferiori al passato», ha aggiunto Delmastro.
L’affondo di Perantoni
«I problemi legati al 41-bis sono seri e non meritano il solito schema della destra: spostare l’attenzione, agitare polemiche, evitare il merito. È accaduto anche di recente: si è preferito parlare di altro piuttosto che affrontare questioni strutturali che riguardano l’Isola», ha commentato il deputato sardo del Movimento 5 Stelle, Mario Perantoni. Il parlamentare pentastellato rivendica la mobilitazione delle istituzioni sarde. «Dalla Regione ai sindaci, si è deciso di alzare l’attenzione su quanto sta accadendo. Il Consiglio regionale ha votato una mozione, quasi all’unanimità, per chiedere l’apertura di un tavolo di confronto. Forse a Delmastro è sfuggito».
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