Benedetto “Nitto” Santapaola, morto a 87 anni, nel reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo di Milano, istituito per le cure dei detenuti del Nord Italia, tra cui quelli che si trovano a Opera, dove il capomafia scontava l’ergastolo in regime di 41bis, è stato uno dei più sanguinari boss mafiosi siciliani. Storico capo di Cosa nostra a Catania ha guidato le fila della sua organizzazione espandendo il suo potere nel controllo degli appalti pubblici, delle estorsioni e del traffico di sostanze stupefacenti. Per la sua passione era chiamato il cacciatore, ma la sua abilità criminale negli anni Settanta lo spinge a muoversi da “imprenditore” e così inaugura concessionarie di auto, aiutato da un’altra cosca alleata anche per legami di parentela, la famiglia Ercolano. Allo stesso tempo, inoltre, la sua cosca si rende protagonista di violente e sanguinose faide mafiose. Detenuto dal 1993 in regime di 41 bis a Opera, Santapaola è stato accusato di avere continuato a gestire il clan dal carcere.
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