Sant’Antonio di Gallura e Calangianus contestano i progetti: «Incompatibili con la vocazione del territorio»

Torri eoliche e batterie, la rivolta del nord 

Domani mattina nelle campagne di Ittiri la manifestazione promossa dai Comitati 

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Sei torri eoliche di oltre 200 metri nel cuore dell’Alta Gallura, la Regione aveva detto no e il Tar della Sardegna ha fatto ripartire tutto (sentenza 328 del 2026). Adesso la società Trynyty srl ha formalmente presentato di nuovo, al Servizio valutazione impatto ambientale della Regione, l’istanza di Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) per il progetto denominato “Parco eolico sughere e granito”, da realizzarsi nei territori comunali di Calangianus e Sant’Antonio di Gallura (con opere collegate anche a Olbia e Telti). Sindaci, imprenditori, allevatori e residenti nelle case di campagna e stazzi dei territori interessati ora sanno che inizia la battaglia per evitare di avere le torri piazzate a pochi decine di metri da abitazioni e aziende.

I sindaci

I primi a prendere posizione sono stati i sindaci di Calangianus e Sant’Antonio di Gallura con l’invito ai concittadini: studiate le carte e presentate le osservazioni. Carlo Viti, di recente confermato fascia tricolore di Sant’Antonio di Gallura, ha già deciso le prime mosse per contrastare il progetto: «Convocheremo subito un Consiglio comunale aperto per confrontarci, stiamo valutando un cambio di strategia legale. Non faremo le osservazioni solo per la tutela dell’ambiente e dei siti archeologici, ma per difendere le persone. Quelle torri mettono in pericolo il lavoro e la vita di tanti, in campagna. Io spero che la presidente della Regione, Alessandra Todde, sia con noi».

Il sindaco di Calangianus, Fabio Albieri, è sulla stessa linea: «Siamo totalmente contrari al progetto ed è una posizione non negoziabile. Convocherò immediatamente il Consiglio comunale, non permetteremo che un’area di inestimabile valore, caratterizzata dalle nostre sughere secolari e dai nostri graniti, venga devastata e svenduta. Abbiamo promosso, realizzato e reso già pienamente operativa la nostra Comunità energetica rinnovabile (Cer) perché crediamo fortemente nel futuro green per le nostre comunità, ma soprattutto nella democrazia energetica. Questo mega-progetto, invece, è totalmente incompatibile con la vocazione ambientale, economica, paesaggistica e culturale del nostro territorio», afferma.

Protesta a Ittiri

Anche Ittiri è al centro di uno dei confronti più delicati della Sardegna sulla transizione energetica. Da una parte il Consiglio comunale, che giovedì (presente anche l’assessore regionale Francesco Spanedda) ha approvato all’unanimità un ordine del giorno contro il progetto del maxi impianto di accumulo (Bess) da 470,4 megawatt previsto in località Su Dragone. Dall’altra i comitati e le associazioni, che domani mattina manifesteranno a Monte Unturzu, raggiunto in corteo dal centro del paese, per protestare contro un parco eolico (Alas) già autorizzato e in fase di realizzazione. Due iniziative diverse, ma unite da un filo conduttore: la preoccupazione per l’impatto che i grandi impianti energetici potrebbero avere sul territorio. Se sul fronte del Bess la partita è aperta sul piano autorizzativo, diversa è la situazione del progetto Alas. Il parco eolico da 66 megawatt, dieci aerogeneratori tra Ittiri e Villanova Monteleone, è già autorizzato dal 2024. Ma la comunità non sembra intenzionata a rassegnarsi a quello che molti cittadini e comitati definiscono «un progetto calato dall’alto». Domenica Monte Unturzu diventerà il punto di ritrovo della manifestazione organizzata dalle associazioni che vogliono ribadire il proprio dissenso e chiedere che la transizione energetica tenga conto delle caratteristiche ambientali, paesaggistiche e identitarie del territorio. I comitati “Giù le mani”, “Nuova Resistenza” e “Comitadu Pro sa Nurra” si sono dati appuntamento alle 10.30 davanti al bar L’Impero per poi arrivare fino al monte. L’iniziativa vuole richiamare l’attenzione sull’impatto paesaggistico del progetto e sulla tutela di un’area considerata simbolo.

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