Madre e figlia nella vita di tutti i giorni, compagne di classe e complici nell’ultimo anno di studi concluso pochi giorni fa. Identica la passione: allevamento e agronomia, animali e natura. «Copiare io da lei e lei da me?», ridacchia la ragazza: «E certo: 50 e 50».
Una famiglia
Una davanti all’altra nei banchi singoli dell’aula, uniche due donne tra tanti maschi, Maria Assunta Atzeri e Alessandra Corona hanno tagliato il traguardo finale assieme lo stesso giorno a distanza di poche ore all’istituto professionale agrario di Maracalagonis: la mamma, 55 anni, come prima dei quattro studenti a presentarsi davanti alla commissione; la sua bambina, 20 anni (per un genitore lo si è sempre, a prescindere dall’età), ultima di quattro.
Per entrambe un risultato ottimo, quasi eccellente: 98/100. Una vita e un percorso di studi parallelo. Poi, strette le mani dei docenti, via alla commozione: baci, abbracci, pianti. E foto di rito.
La scuola
È accaduto al Duca degli Abruzzi un giovedì di giugno, giusto avantieri, nella sede staccata della scuola di Elmas che vede protagonisti dei corsi serali ragazzi tra i 20 e i 23 anni capaci di conciliare studio e lavoro. «La dimostrazione che l’istruzione può cambiare la vita delle persone», il commento del professore Ettore Crobu, responsabile dell’orientamento della sede di Mara, «dietro questi risultati ci sono storie di sacrificio, lavoro, famiglie e grande determinazione».
Per Mario Asquer, professore responsabile dello stesso istituto staccato nel quale si sono diplomati altri 8 ragazzi, «vedere gli studenti raggiungere il traguardo è un motivo di grande orgoglio». E di soddisfazione, come rimarcato dalla professoressa Rita Scalas, presidente della Commissione d’esame.
La madre
Soddisfazione come quella di Maria Assunta Atzeri, che nella vita fa tutt’altro: l’infermiera. Poi la folgorazione, della quale in qualche misura la figlia è responsabile. «In terza Alessandra era minorenne e la accompagnavo io alle visite fuori sede organizzate dalla scuola. Aziende zootecniche, aree verdi a Cagliari e così via». Chiacchierando e osservando, qualcosa è successo. «Mi è venuta voglia di imparare, mentre mia figlia insisteva: vieni anche tu, dai. Mi sono fatta traviare e un anno fa mi sono iscritta».
Con un ostacolo. Atzeri non aveva alcuna competenza in materia. Come fare? «Sono diplomata, dunque ho potuto prendere in carico solo le materie di indirizzo quali tecniche di allevamento, agronomia, economia agraria, economia e marketing. E ho fatto il terzo e quarto anno in una sola stagione. Complicato? Molto. E ho faticato anche in quinta». Ma il risultato è stato raggiunto. «Un bel percorso, io e Alessandra abbiamo studiato assieme. Dissidi? Mai. Brutti voti? Mai. Scherzavamo sul fatto che a volte una delle due prendesse 8 e l’altra 8,5. E chiedevamo ai docenti se volessero farci litigare».
La ragazza
La figlia conferma, spiega che i compagni si sono mostrati «molto tranquilli, in un corso simile non è raro trovare adulti», e che forse però è stato «strano» ci fosse la madre di una di loro. Ma il contesto è solo uno sfondo, perché «con mia mamma ho un ottimo rapporto, che è anche migliorato. Ero curiosa di vedere la sua reazione e sono contentissima, mi piace che possa aver capito cosa si prova a scuola oggi. I genitori a volte sembrano sminuire certe situazioni, non comprendere cosa proviamo». Giorni passati a studiare, scambiare impressioni, valutazioni. E poi l’arrivo al traguardo, assieme.
«L’esame di maturità è cambiato, sì», sottolinea Atzeri, «ma non l’emozione, la paura di non ricordare niente. Ho preso il diploma da infermiera a 22 anni e di tecnico dei servizi sociali a 32. Quindi era il terzo esame. La tensione però è sempre uguale. All’orale, durato un’oretta, avevo una paura folle, non ricordavo più nulla. Però i docenti mi hanno messo a mio agio». Mentre alle sue spalle la figlia ascoltava, in attesa del proprio turno.
La passione
Per tutt’e due è andata benissimo. «Ho una grande passione per l’economia», sottolinea Alessandra, «sono stati bravi i professori. Durante l’esame uno di loro mi ha chiesto all’improvviso: “Pensi di aver sbagliato qualcosa?” Io non capivo, mi chiedevo cosa avessi fatto. Poi ha detto che ero stata bravissima, che non c’era alcun errore. Una soddisfazione enorme». Da ieri ha iniziato a lavorare per la stagione turistica, poi penserà all’Università. «Vorrei anche ottenere gli incentivi statali destinati ai giovani agricoltori».
E alla madre cosa resta? «Intanto ero commossa per mia figlia, agitatissima. Dal canto mio, di verde non sapevo nulla. Facevo seccare anche i fiori di plastica. Ora è cambiato tutto. Vado al market e guardo i sigilli di garanzia, le etichette. Compro a chilometro zero, faccio una spesa molto più consapevole. Ho cambiato modo di pensare. L’economia agraria è una materia bellissima che forse non sfrutterò mai ma che affascina. Come la matematica».
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