Non eravamo abituati. O forse non ce lo ricordiamo, questo clima all’apparenza pazzo, con la Sardegna divisa tra roghi e pioggia. Tra fuoco e acqua. Nella stessa giornata, da nord a sud. In Protezione civile lo chiamano «fattore multirischio», per l’esposizione dell’Isola a più fenomeni in contemporanea, ovvero la possibilità di frane e gli incendi. Quanto basta per scatenare certi timori da apocalisse. Ma Carlo Spanu, tenente colonnello dell’Ufficio meteo dell’Aeronautica, a Decimomannu, prova a spegnere la paura: «È normale, quasi naturale, che con il gran caldo ci siano anche violenti acquazzoni, non solo fiamme».
Primo fenomeno
Almeno nei suoi principi fondamentali la meteorologia è una scienza esatta, sebbene le previsioni siano intrinsecamente probabilistiche. Da qui la prima spiegazione di Spanu: «Quando la differenza tra la temperatura al suolo e quella a 1.500 metri supera i trenta gradi, la possibilità di temporali è frequentissima». Questo perché si genera nell’atmosfera «una forte instabilità termica che favorisce i cosiddetti moti convettivi, dando luogo a temporali intensi, grandinate e raffiche di vento», sottolinea ancora il tenente colonnello.
Seconda osservazione
C’è una ragione per tutto, anche sul gran caldo di questi giorni. «È vero, sta durando parecchio – continua Spanu –. Ma temperature così alte sono molto probabili quando l’inverno è stato piuttosto rigido, come è accaduto quest’anno. È statistica», fa sapere il meteorologo dell’Aeronautica. L’altro punto di osservazione è l’andamento della primavera, «segnata ugualmente da giornate non calde e senza anticicloni africani. I quali tendono così a concentrarsi nel periodo estivo». Si aggiunga che «pure la prima metà di giugno non ce la ricorderemo per le elevate temperature. Anzi: erano almeno vent’anni che ci contavano tante giornate di maestrale», ricorda Spanu.
Le previsioni
In Sardegna si continuerà a boccheggiare. «Il gran caldo non ci lascia per il momento – anticipa il tenente colonnello –. Idem le piogge pomeridiane». E siamo davanti a un altro fenomeno «sempre legato alle alte temperature», dettaglia Spanu. Non finisce qui: al mix climatico di questi giorni vanno sommati «i venti da sud, che sono molto umidi e aggiungono vapore nell’aria, determinando un’altra condizione favorevole agli eventi temporaleschi».
Geografia climatica
Anche la concentrazione delle piogge, principalmente nell’area del Campidano e nell’Alto Oristanese, come in questi giorni, ha un suo fondamento scientifico: «Il gran caldo produce energia, oltre che instabilità atmosferica. Questa energia viene letteralmente sottratta al suolo e trasformata da termica a cinetica», dice ancora Spanu. Ma siccome a ridosso della superficie terrestre si concentra pure il vapore, questo si condensa per le alte temperature «alimentando il sistema temporalesco», conclude il tenente colonnello. Se c’è un aspetto positivo, «è che questi fenomeni, proprio per via dell’energia sottratta, “liberano” altre zone dal rischio di violente piogge».
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