Sono attesi turisti a frotte alla 45^ Sagra del torrone di Tonara, fra gli appuntamenti più attesi della Pasquetta nell’isola, in un perfetto connubio fra tradizione e progresso. A fare da cornice al paese un rinnovato clima di entusiasmo, mentre la macchina organizzativa del Centro commerciale naturale, in collaborazione con Comune, Pro Loco e il sostegno di Regione, Bim Taloro e Fondazione di Sardegna procede verso gli ultimi ritocchi, sfidando il freddo pungente delle ultime ore.
Al centro del programma di lunedì, l’antica lavorazione del torrone nella caratteristica “forredda”, spettacoli musicali e i laboratori sui campanacci. Spazio anche alle mostre sui venditori ambulatori, l’abito tradizionale e tessitura. Nella sala consiliare la temporanea sui retabli del XVI secolo, mentre i murales del paese diventano sempre più meta del turismo lento, grazie ad un nuovo percorso con i QR code. Al mattino e nel pomeriggio, spazio alla 2° rassegna del mini folk, presentata da Giuliano Marongiu e con le esibizioni di vari gruppi di giovanissimi nella cornice di piazza Sant'Antonio. Tra le vie del centro storico, le musiche itineranti delle formazioni “A Bratzos Tentos” e “Su Cuntzertu Antigu” con i suonatori Davide Puligheddu, Mariantonietta Bosu, Costantino Lai, Stefano Loddo, il Trio Bande, Crisponi e Tangianu.
Gli organizzatori «Abbiamo ideato un programma che potesse unire la tradizione all’identità», dice la presidente del Ccn Karin Sau, che riflette «sulla preziosa sinergia con Comune, artigiani e altri partner per una Pasquetta con le zone interne protagoniste».Si dice fiducioso il sindaco Pierpaolo Sau che auspica «un rinnovato successo sul filone degli scorsi anni».
I produttori
Tra i torronai e i maestri dei campanacci lo sguardo al futuro fra nuove prospettive per il settore: «La Sagra è parte di un percorso che va avanti tutto l’anno con decine di aziende che promuovono il torrone in Italia e all’estero, supportate anche dalle nuove generazioni” - dice l’imprenditore Massimiliano Tore. Per Carlo Sulis, dell’omonimo laboratorio di campanacci, l’evento ha un sapore speciale: «Già da due edizioni, mio figlio Marco mi accompagna nelle dimostrazioni ai turisti. Sta muovendo i primi passi in azienda ed è bello veder di come i giovani guardino al comparto con interesse».
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