Regione

«Dal centrosinistra solo annunci» 

Centrodestra critico sull’agenda della maggioranza: non c’è un’idea di Sardegna 

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Altro che fase due, «qui siamo alla fase zero». Il centrodestra non si fida degli annunci della maggioranza. Giovedì, al termine di un lunghissimo vertice con la presidente della Regione, il segretario regionale del Pd Silvio Lai aveva parlato di «un contesto di dialogo positivo, l’abbiamo cercato e l’abbiamo trovato. Ora può iniziare la fase due della legislatura: vogliamo lavorare su sanità, welfare, sviluppo, politiche per i più giovani». Ma per l’opposizione sono solo parole perché, spiega il capogruppo di FdI Paolo Truzzu, «al di là della prossima variazione di bilancio da 750 milioni di euro, c’è davvero poco altro nell’agenda della Giunta e della maggioranza che la sostiene». Infatti, «non c’è nulla sull’urbanistica, nulla sulla riforma della Regione, nulla sul sistema delle attività produttive e, in particolare, sugli incentivi a chi vorrebbe investire in Sardegna». Niente per «creare sviluppo». In realtà questo sarebbe uno degli obiettivi della manovra di primavera che l’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni dovrebbe portare all’esame dell’esecutivo subito dopo Pasqua, con possibile approdo in Aula a fine aprile. Si tratta di una vera manovra, la più importante della legislatura perché triennale e perché a differenza delle normali finanziarie ha i fondi svincolati. La Giunta potrà approntarla grazie all’accordo con lo Stato sulle entrate che ha consentito di iscrivere in bilancio risorse aggiuntive pari a 1 miliardo e 700 milioni di euro. L’idea è di non frammentare le risorse, di scegliere piuttosto due o tre politiche importanti (sanità, misure contro lo spopolamento, attrazione di investimenti, interventi sulla filiera bovina) e puntare su quelle.

«Solo leggine»

Ma questo per il centrodestra non è sufficiente. Per Stefano Tunis (Sardegna al Centro 20Venti), «la fase due del Campo largo è uguale alla fase uno ma senza lo spauracchio della decadenza». Il consigliere centrista ricorda anche gli annunci su un nuovo provvedimento sull’energia fatti quando sono stati ascoltati in commissione i comitati promotori della Pratobello 24. «La maggioranza aveva parlato di un disegno di legge in cottura del quale però non c’è alcuna traccia». Lo stesso vale per il piano paesaggistico regionale. Di recente l’assessore all’Urbanistica Francesco Spanedda ha evidenziato durante un convegno la necessità di aggiornare il Ppr: «Dobbiamo passare da uno sviluppo che trasforma il territorio a uno che lo valorizza e lo accompagna senza snaturarlo. La pressione speculativa si è spostata dalle coste alle zone interne». Va bene tutto, dice Tunis, «ma la verità è che, anche in questo caso, non c’è alcuna proposta concreta della Giunta». Forse, dice Umberto Ticca (Riformatori), «la maggioranza ha intenzione di andare avanti a colpi di leggine provando ad aggiustare pezzettini del sistema». La verità è che «non è previsto alcun intervento strutturale». Anche perché «il Campo largo non ha un’idea di Sardegna». E anche all’esame delle commissioni «c’è poco o nulla».

L’ordine del giorno

Per farsi un’idea, è sufficiente leggere l’ordine del giorno della prossima seduta dell’Aula calendarizzata per mercoledì 8 aprile. Saranno discusse due proposte di legge (compresa quella per modificare il provvedimento sul comparto unico impugnato dal Consiglio dei ministri), un testo unificato, nove mozioni e la richiesta di istituzione di una commissione speciale di inchiesta sulla criminalità organizzata.

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