Due uomini mascherati e armati irrompono nella notte. Con un pretesto s’intrufolano nell’abitazione di una coppia di anziani, colpiscono al volto il padrone di casa e si portano via tre fucili. Svaniscono nel nulla mentre Fonni piomba in una cappa di paura, a pochi giorni dalla clamorosa rapina alla gioielleria del paese.
La notte da incubo trascina in ospedale Lorenzo Pirellas, 74 anni, che deve ricorrere alle cure dei medici del San Francesco di Nuoro per una ferita al sopracciglio e la frattura del setto nasale, causate dal calcio del fucile sferrato da uno dei malviventi. Dopo gli accertamenti può tornare nella sua casa di via Monsignor Melas, parte alta di Fonni, area di periferia verso la strada che porta a Gavoi, ancora sotto choc per il terrore che spezza la quiete familiare.
L’irruzione
I malviventi entrano in azione con tanta spavalderia prima delle 23 di Venerdì santo. Incuranti di ricorrenze sacre, clima pasquale e della civile convivenza, si calano le maschere sul volto, imbracciano un fucile e staccano la corrente elettrica spingendo il padrone di casa a uscire. Pirellas va a verificare cosa sia successo e viene colpito al volto dal calcio del fucile. In casa c’è la moglie di 73 anni. Assieme precipitano in una sequenza da incubo.
Il bottino
I banditi sono bene informati. Dopo l’aggressione vanno dritti a mettere le mani sui fucili custoditi nell’abitazione. Tre in tutto. È il bottino che cercano. Poi scappano, protetti dal buio esteso nella zona e dalla facilità di fuga garantita dalla vicina periferia. Appena scatta l’allarme gli operatori del 118 accompagnano in ospedale Pirellas. La moglie Carmela è illesa, ma provata dallo choc.
Le indagini
I carabinieri del paese e del comando provinciale avviano subito le indagini per dare un volto e un nome ai due rapinatori. Fanno i rilievi necessari alla ricerca di elementi utili. Il colpo di Venerdì santo segue quello clamoroso alla gioielleria di Rosanna Velari. Azione notturna anche in quel caso. Intorno alle 3.15 del 25 marzo una banda armata di escavatore sfonda la vetrata del negozio, in via Umberto, pieno centro, e si porta via la cassaforte e tutti i gioielli che riesce ad arraffare. Poi la fuga. Il risveglio per Fonni è tremendo: la storica gioielleria devastata, un bottino ingente e una grande paura, la stessa che si respira di nuovo ieri. Il paese, incoraggiato dalla parrocchia, avvia una raccolta fondi per aiutare la gioielleria a ripartire ma gli interrogativi restano tutti. Ora si moltiplicano ancora, come si coglie dalle parole amare della sindaca Daniela Falconi.
L’allarme
«Ci sono cose che quando te le raccontano non ci credi. Ci sono cose che non vorresti mai raccontare. E non le vorresti raccontare perché non dovrebbero mai succedere. E invece succedono. Anche a Fonni», commenta Falconi sui social. E poi: «Non faccio che ripetere ai giornalisti che mi chiamano che “Fonni è altro” e che tutti noi siamo altro. E che chi si macchia di questi crimini non può essere considerato nemmeno un nostro paesano. Viviamo in un paese, ci conosciamo tutti. Non so quale può essere la reazione, ma so che la risposta deve essere corale, unanime, determinata». Nei prossimi giorni sarà convocato il Consiglio comunale per una riflessione collettiva. Falconi, intanto, annuncia l’avvio «dei lavori programmati e non più rinviabili per riparare dei guasti all’illuminazione pubblica in quell’area, ma nel frattempo - conclude -, se è vero che la Pasqua è la festa del passaggio alla luce, ognuno di noi, in cuor suo, potrà fare tutte le riflessioni».
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