Sulla carta deve essere impiegata per i servizi turistici della città. «La Giunta Zedda aveva promesso che l’aumento dell’imposta di soggiorno sarebbe servito a rafforzare il turismo e i servizi collegati. Invece quelle risorse vengono destinate a interventi ordinari, che dovrebbero essere finanziati diversamente, anziché alle priorità più urgenti del settore, come il potenziamento degli info point, i maggiori presidi di sicurezza o la creazione dell’Osservatorio per il turismo», denuncia Roberto Mura, Alleanza Sardegna. «Non è così», risponde Maria Francesca Chiappe, assessora al Turismo e alla Cultura. «Utilizziamo le risorse che arrivano dalla tassa di soggiorno per il turismo. Una parte dei maggiori ricavi che si prevede arriveranno nel 2026 con l’aumento dell’imposta», 697mila euro su 1,6 milioni, «saranno destinati alla cultura che rappresenta un volano per il turismo».
La querelle
La tassa di soggiorno torna, dunque, al centro del dibattito politico, alimentando polemiche sull’utilizzo delle risorse raccolte. Con la prima variazione di bilancio dell’anno, sfruttando l’aumento delle tariffe a partire dal primo aprile, l’amministrazione “certifica” per il 2026 la previsione di un maggior gettito di oltre 1,5 milioni e di questi quasi 700mila decide di impiegarli, tra le altre cose, per il sostegno di attività culturali e di spettacolo, l’apertura e la gestione del teatro “Sergio Atzeni”, l’affidamento dell’incarico di direttore dei musei. Ed è questa una delle voci che alimenta i dubbi delle opposizioni. «Su 697.000 euro del maggior gettito, la variazione di bilancio ne destina solo 70.000 direttamente per sostenere le politiche turistiche per l'affidamento dei servizi di comunicazione e di marketing turistico. I restanti sono appannaggio del servizio cultura e per alcune voci, come ad esempio la remunerazione del direttore dei musei, non sembra che ci sia quella connessione diretta e immediata con il settore turistico che il vincolo di destinazione di una tassa di soggiorno richiede», afferma Giuseppe Farris, CiviCa 2024. «Come centrodestra abbiamo proposto degli emendamenti provando a inserire alcune richieste fatte dai rappresentanti del turismo che, però, non hanno trovato risposta», rincara Mura. Per esempio, «abbiamo chiesto di destinare 35mila euro per la riapertura e il rafforzamento degli info point turistici al posto di destinarle all'incarico di direttore dei musei. La maggioranza ha bocciato tutti i nostri emendamenti che puntavano a dare risposte agli operatori», aggiunge.
La replica
Il ragionamento di fondo dell’amministrazione è che l’investimento nella cultura rappresenta una scelta strategica. Eventi culturali, mostre e manifestazioni contribuiscono ad attrarre visitatori e valorizzare il patrimonio locale. La cultura, in questo senso, diventa un volano economico, capace di generare indotto e promuovere l’immagine del territorio. Tradotto: investire nella cultura significa rafforzare il turismo. Da qui la scelta di destinare una parte del maggior gettito che deriva dall’adeguamento delle tariffe della tassa di soggiorno proprio alla cultura. «Nella riunione con gli operatori», lo scorso dicembre, «era stato detto che sarebbero stati usati per cultura e turismo», spiega l’assessora Chiappe. «I musei non rappresentano un volano per il turismo?», domanda. «Utilizziamo le risorse per la crescita del settore: stiamo lavorando per la creazione dell’Osservatorio turistico», 125mila euro stanziati per lo studio di progettazione e, conclude, «stiamo lavorando per creare la destinazione Cagliari-Sardegna-Italia».
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