Villamassargia.

Tagli alla mensa scolastica, sale la tensione 

Salta l’incontro tra Comune e i sindacati che si oppongono alla decisione 

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Prosegue il “muro contro muro” tra sindacati e prima cittadina di Villamassargia anche dopo il chiassoso sit-in organizzato ieri mattina in piazza Pilar dalle sigle Flc Cgil, Filcams Cgil, Cisl Scuola, Fisascat Cisl, Uil Scuola, UilTuCs per chiedere un ripensamento sulla cancellazione della mensa e “tempo pieno” a danno di 46 (sui 185 totali) studenti di elementari e medie:

E invece nessun incontro tra le parti e nemmeno l’abbozzo di un dialogo, tanto che nell’ammainare bandiere e striscioni i sindacati hanno annunciato «la richiesta di attivazione di due tavoli tecnici in Prefettura ed in Provincia» ed hanno chiesto ai consiglieri di minoranza presenti (Francesco Mameli e Fabio Secci di Villamassargia Futura) di «portare la questione in Consiglio Comunale».

In campo

Immediato il sì del capogruppo Mameli: «Accogliamo la richiesta, la sindaca sta tagliando un servizio fondamentale che aveva promesso di potenziare». Non arretra invece di un passo la sindaca Debora Porrà che, a protesta finita, non lesina attacchi: «Il mancato incontro? La porta era come sempre aperta, nessuno è salito. Ribadisco che non può stare in piedi un appalto con numeri così risicati anche perché, trovata la soluzione per le medie, restano 27 gli studenti senza tempo pieno: per loro e per tutti gli altri stiamo organizzando pre-scuola, dopo-scuola e spazio compiti. Rilevo poi una una fortissima strumentalizzazione politica con mobilitazioni per il sit-in partite anche da Portovesme: le elezioni sono terminate ma forse dà fastidio che a Villamassargia abbia vinto per la terza volta consecutiva Debora Porrà».

Disagi

Clima dunque turbolento e poche certezze finora anche sul pre-scuola, dopo-scuola e spazio compiti già annunciati ma ancora da strutturare. Quel che è certo è che finora non sono previsti mensa e tempo pieno per i 27 studenti delle elementari mentre per i 19 delle medie prende piede (manca ufficialità) una soluzione finanziata dalla scuola con la merenda da casa che dovrebbe salvare il tempo pieno previsto due volte a settimana. Oltre a stigmatizzare la «grossa scortesia del mancato incontro», nel salire a turno sul palco ogni funzionario sindacale ha parlato di «attacco durissimo sferrato alla scuola pubblica, impoverimento della comunità educativa, perdita di ore di ore formazione e di progetti didattici, messa a rischio di posti di lavoro e volontà di privilegiare i servizi educativi privati (dopo-scuola etc) a danno di quelli pubblici». Nel novero anche l’interrogativo su «che fine abbiano fatto i 360mila euro ricevuti dal Comune proprio per potenziare mensa e centro cottura comunale».

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