Coldiretti.

Agricoltura, il meteo è un disastro 

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Il maltempo in arrivo sull’Italia rischia di aggravare i danni già provocati dal caldo estremo nelle campagne, dove in alcune aree le perdite dei raccolti arrivano fino all’80%. Secondo Coldiretti, tra caldo, siccità, grandine e incendi i danni all’agricoltura italiana hanno già superato i 3 miliardi di euro. A pesare sulle aziende è anche l’aumento dei costi di energia, fertilizzanti e irrigazione, necessari per salvare le colture.

Tra i comparti più colpiti figurano mais, riso, seminativi, foraggi e produzioni zootecniche. In Sardegna, così come in Sicilia e nel resto del Sud, lo stress termico e la carenza d’acqua interessano soprattutto l’ortofrutta, con conseguenze anche per oliveti, vigneti, foraggi e allevamenti. In Puglia sono particolarmente colpiti pomodori e angurie, con cali delle quantità e problemi di pezzatura e qualità. In sofferenza anche l’uva da tavola, mentre il caldo provoca avvizzimento delle olive e potrebbe ridurre le rese. La minore disponibilità di foraggi fa inoltre aumentare i costi della zootecnia.

In Calabria il caldo persistente e l’elevata umidità hanno provocato perdite stimate tra il 30 e il 40% per gli agrumi, oltre a rese inferiori per foraggi e seminativi e a maggiori costi di irrigazione ed energia.

In Sardegna il grande caldo continua a mettere sotto pressione le aziende, anche se le irrigazioni hanno consentito di contenere in parte le perdite. Particolarmente grave la situazione del carciofo: alcune aziende sono state costrette a ripiantare dopo aver perso gran parte delle piante, con una spesa raddoppiata. Forti carenze riguardano anche verdure a foglia e insalate, mentre restano sotto osservazione agrumi e oliveti.

Alla crisi produttiva si somma quella economica, per effetto della minore disponibilità di prodotto, dei maggiori costi di irrigazione ed energia e della pressione sui prezzi alla produzione. Per Coldiretti emerge quindi l’urgenza di interventi strutturali, a partire da un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio per produrre energia elettrica. Attualmente l’Italia riesce a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota ritenuta insufficiente di fronte a siccità sempre più frequenti e intense. I bacini permetterebbero di accumulare acqua durante l’anno per usi agricoli e civili, contribuendo a ridurre il rischio di esondazioni e allagamenti e producendo energia pulita.

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