L’emergenza

Monastir, il centro migranti è un inferno: risse, coltelli e sassaiola contro gli agenti 

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Ancora alta tensioni e violenza all’interno del Centro di prima accoglienza di Monastir mentre nel sud dell’Isola continuano incessanti gli sbarchi di migranti.

La notte scorsa, intorno all’una, un uomo è stato accoltellato al termine di una rissa che ha coinvolto un gruppo di altri ospiti. Nel tentativo di sfuggire agli aggressori, il ferito ha chiesto aiuto alle Forze dell’ordine presenti sul posto, ma la situazione è rapidamente degenerata: contro gli agenti è stata lanciata una pioggia di sassi, che ha danneggiato un’auto della Polizia e un container adibito a ufficio.

I sindacati di Polizia

«Siamo all’assurdo e al limite della sopravvivenza» dichiara Rosario Trovato, segretario provinciale del Sindacato autonomo di polizia (Sap). «Da mesi denunciamo la follia di un sistema che vede oltre 800 migranti stipati in un impianto privo di reali divisioni strutturali tra Cas e Hotspot, presidiato unicamente da un’esigua manciata di poliziotti. I colleghi sono carne da macello in una vera e propria zona franca dominata da illegalità, armi improprie e soggetti pericolosi che si rifugiano nel Centro dopo aver commesso reati all'esterno».

Per il sindacato la struttura presenta delle difficoltà, esponendo i poliziotti a pericoli quotidiani che rischiano di sfociare in tragedia. «Non aspetteremo che ci scappi il morto per vedere un intervento concreto. Siamo anche pronti a depositare un esposto alla Procura di Cagliari affinché vengano accertate tutte le responsabilità di questa fallimentare e pericolosa gestione» prosegue Trovato.

Da tempo le organizzazioni della forze dell’ordine denunciano un sovraffollamento della struttura e le condizioni di vivibilità al suo interno. Una situazione che, per i sindacati, rende ancora più urgente una separazione fisica tra il Centro di accoglienza straordinaria e l’Hotspot, oltre l’invio di rinforzi straordinari.

La sindaca

Anche dal Comune di Monastir arriva la richiesta di condizioni di sicurezza adeguate per tutti, per gli operatori e gli stessi ospiti. «Condanno con fermezza quanto accaduto la notte scorsa, episodi di violenza come quello verificatosi non sono più tollerabili» dichiara la prima cittadina Paola Ugas, «Esprimo la mia piena vicinanza e solidarietà alle Forze di Polizia che quotidianamente operano in condizioni difficili per garantire sicurezza e ordine pubblico. La tutela degli operatori e della comunità deve essere una priorità. È necessario intervenire con urgenza, rafforzando i presidi e adottando tutte le misure necessarie».

Sbarchi continui

Intanto è sempre più emergenza sul fronte degli sbarchi, con centinaia di arrivi nell’ultima settimana concentrati soprattutto tra l’isola di Sant'Antioco, Porto Pino e Teulada. Martedì sera sono arrivati oltre 60 migranti, quasi tutti algerini o comunque nordafricani, alcuni direttamente nella spiaggia di Porto Pino in mezzo ai bagnanti. Altri 23 sono stati intercettati su un barchino dalla Guardia di Finanza in assetto Frontex e accompagnati al porto canale di Cagliari. Un altro gruppo arrivato sempre nella notte martedì a Porto Pino, si è messo in marcia sulla provinciale per Sant'Anna Arresi, dove è stato intercettato dai carabinieri a Is Pillonis. Sbarchi che stanno mettendo a dura prova le forze dell’ordine con Polizia e carabinieri che vengono impegnati per la scorta dei mezzi dai punti di approdo per accompagnare i mezzi della ditta convenzionata fino al centro di prima accoglienza di Monastir.

Il meteo

Situazione che dovrebbe migliorare a partire da oggi grazie all’arrivo del maestrale, che rende più complicata la traversata lunga 130 miglia dalle coste algerine a quelle sarde, anche se è capitato più volte di assistere a sbarchi anche con il mare in condizioni non ottimali. Intanto sulle coste restano i segni degli sbarchi, dai tantissimi barchini ammassati nel porto commerciale di Sant'Antioco, Porto Pino e Teulada. Per non parlare di quelli abbandonati nella seconda spiaggia di Porto Pino ormai sommersi dalla sabbia, con grossi pericoli per chi frequenta le spiagge. Sono tante le segnalazioni anche di indumenti e borse abbandonate sulla costa da parte dei gruppi che arrivano con tanto di indumenti di ricambio.

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