«Tra un po’ sarà più conveniente candidarsi a fare il capo di gabinetto che il consigliere regionale». Conveniente economicamente, ha scherzato ieri in Aula Franco Mula di FdI, considerato l’emendamento presentato dalla Giunta per l’aumento del 10% delle indennità degli staff degli assessorati. Un ripristino, in realtà, perché il correttivo in questione – ha fatto notare il relatore di minoranza della manovra, Fausto Piga (FdI) – prevedeva l’abrogazione di un comma di una legge del 2012 che aveva tagliato le stesse indennità per esigenze di spending review. Le polemiche per questa proposta portata, e poi ritirata, dalla Giunta hanno monopolizzato la discussione dell’articolo 9 sul personale.
«Proposta inaccettabile»
«Ma come – ha fatto notare il capogruppo di FdI Paolo Truzzu – non fate scorrere le graduatorie ma incrementate le risorse per gli uffici di gabinetto. Ritiratelo, è una vergogna». E Gianni Chessa di FI: «Vi sembra normale che un capo di gabinetto guadagni più di un componente di quest’Assemblea. Fate le battaglie sul comparto unico e portate avanti provvedimenti del genere». Non è l’unico emendamento ad alimentare il contrasto. C’è quello di Piga sull’abolizione della legge “poltronificio” varata nella scorsa legislatura e così ribattezzata da chi allora si trovava all’opposizione. «Noi la rivoteremmo, ma vogliamo smascherare i finti moralisti come voi, che il poltronificio l’avete addirittura moltiplicato», sono le parole del vicecapogruppo in Aula. «Voi» è riferito al M5S, all’assessora al Lavoro Desirè Manca che quattro anni fa, dai banchi della minoranza, parlava di «legge obbrobrio». Alberto Urpi (Sardegna al Centro 20Venti) sostiene di non essere appassionato alla materia. Tuttavia, «mi colpisce questo modo di fare politica, perché si è classe dirigente sia quando si è in maggioranza, sia quando si è all’opposizione». E sul provvedimento del 2021 tanto contestato «dovete spiegare perché avete cambiato idea».
La replica
In maggioranza, l’unico a ribellarsi a questa narrazione è Gianluca Mandas (M5S): «Mi dispiace sentire che noi del M5S siamo classificati come il male della politica, noi che abbiamo portato nel dibattito politico italiano temi come il salario minimo, il contrasto alla povertà, la lotta alla corruzione, la transizione energetica e lo sviluppo. Non prendiamo lezioni di buona politica da nessuno». Alla fine, come era previsto, il correttivo di Piga è stato bocciato. Bene, ha detto, «avete salvato il poltronificio, voi che dovevate cambiare la politica invece la politica ha cambiato voi».
Il caso trasferte
Ma non è finita. Il consigliere meloniano ne ha anche per Thomas Schael, dg dell’assessorato alla Sanità. Aveva già presentato un’interrogazione sul numero di trasferte «elevato rispetto ai suoi predecessori», e ieri ha presentato un emendamento per fissare un tetto. Bocciato anche questo. Alla fine, prima del via libera alla dotazione per il comparto unico, l’assessore al Personale Sebastian Cocco ha annunciato in Aula il ritiro dell’emendamento sull’aumento delle indennità del 10%. (ro. mu.)
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