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«Asili nido e università gratuiti» 

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L’Aula ha deciso di lasciare all’ultimo una delle norme più importanti: istruzione e cultura. La mole di risorse impegnate su questo fronte è notevole, e i progetti molto ambiziosi. Tra gli altri, quelli di rendere gratuiti gli asili nido e soprattutto il diritto allo studio universitario. Il tutto con emendamenti ad hoc.

I nidi: in questo caso l’emendamento a prima firma di Roberto Deriu (Pd) autorizza la spesa di venti milioni di euro a favore dei Comuni per gli anni 2027 e 2028. Obiettivo immediato, abbattere la retta per la frequentazione «in nidi o micro nidi pubblici o privati, diretti o convenzionati». Ma lo scopo vero dell’intervento – scrivono i presentatori nella relazione al correttivo – è la sua «funzionalità alla priorità strategica di sostenere la genitorialità e garantire il diritto universale all’accesso ai servizi socio-educativi per la prima infanzia su tutto il territorio regionale». D’altra parte, «la misura si giustifica in ragione della necessità di invertire il trend negativo che investe le nascite». E poi, ovviamente, risponde all’esigenza di azzerare alla radice «uno dei principali ostacoli economici che gravano sui bilanci delle famiglie». Come si fa a rendere gratis le università? Il Pd e la maggioranza hanno le idee chiare. Basta investire tredici milioni all’anno per abbattere le tasse. Ma non è l’unico modo: ventuno milioni di euro all’anno saranno destinati agli Ersu di Cagliari e Sassari per il sostegno al diritto allo studio. Ulteriori 6,2 milioni all’anno sempre agli Ersu delle due città per l’offerta abitativa. In totale, tra nidi e università, saranno impiegati oltre 160 milioni di euro.

Obiettivi

In particolare, per quanto riguarda le università, la misura è funzionale ad «agevolare la prima iscrizione al sistema universitario dei giovani diplomati residenti in Sardegna». Si vuole cioè «contrastare il fenomeno della mancata prosecuzione degli studi». Infatti, «l’incidenza della contribuzione universitaria, sommata alle spese di trasporto, alloggio, materiali didattici e mantenimento, può rappresentare un ostacolo rilevante soprattutto per gli studenti che provengono da famiglie con ridotta capacità economica o residenti in territori distanti». (ro. mu.)

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