L’associazione.

«Stasera in strada 40mila persone da tutta l’Isola» 

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«Il Pride è una grande festa, come tante ce ne sono. Sono manifestazioni di popolo che i cagliaritani apprezzano, ce lo raccontano i numeri». Carlo Dejana, presidente Arc (l’associazione cagliaritana nata il 1° dicembre 2002 per la difesa e la promozione dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersessuali, asessuali e aromantiche e di tutte le minoranze di identità e orientamento sessuale e romantico) risponde così alle critiche rilanciate in Consiglio comunale da Raffaele Onnis sui disagi a commercianti e residenti causati dai divieti di sosta e transito. «Sono solo un fastidioso rumore di fondo di chi cerca un po’ di visibilità», aggiunge Dejana. «Quest’anno pensiamo di battere il record degli anni scorsi, quando i partecipanti al Pride – secondo fonti ufficiali - erano stati 35.000. Siamo fiduciosi, per la 14ª edizione ci aspettiamo almeno 40.000 partecipanti in arrivo da tutta la Sardegna». Qual è il tema della “Forza del disordine”? «Il nostro è un tentativo di creare un caos sociale che abbia riflessi positivi». C’è tanta politica nel vostro messaggio. «La nostra è una festa arcobaleno senza, però, colori politici. Anche se c’è una parte della politica che ascolta le nostre rivendicazioni, altri no». (a. a.)

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