Sant’Elia.

Stadio, corsa contro il tempo 

Il piano del Comune: a metà giugno il voto in Consiglio, a luglio il bando 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Per capire a che punto è l’iter amministrativo per la realizzazione del nuovo stadio basta entrare negli uffici del Comune. La task force messa in piedi dall’amministrazione è arrivata all’analisi finale del piano economico finanziario. Obiettivo: chiudere entro giugno la partita in Consiglio sulla dichiarazione di pubblico interesse (sarà la terza volta), e la questione relativa al diritto di superficie, passaggio fondamentale che consentirà di procedere a luglio con la pubblicazione del bando.

Tutto liscio

Un cronoprogramma da sempre considerato realistico dall’amministrazione comunale, che vede nel nuovo impianto uno degli interventi strategici più importanti per il futuro della città: non soltanto per il Cagliari Calcio ma, come noto, anche come elemento cardine all’interno del processo di rigenerazione urbana di Sant’Elia (già in atto). «Tutto procede secondo i tempi prefissati», assicura l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta. «In questo momento stiamo aspettando il parere di regolarità contabile e tecnica da parte degli uffici del Comune», aggiunge. Significa che, spiega Macciotta, «non dipendiamo da nessuna valutazione terza». Non un semplice dettaglio, questo: perché l’amministrazione, in questo modo, si garantisce il rispetto dei tempi della conclusione dell’iter amministrativo. Tempi, va detto, dettati (anche) dall’Uefa che per continuare a candidare Cagliari tra le città che potranno ospitare partite degli europei di calcio del 2032 (la decisione è attesa per ottobre) impone che chi deve costruire uno stadio (Cagliari, appunto) deve cominciare i lavori entro il 31 marzo 2027.

Gli step

La dichiarazione di pubblico interesse dell’opera e il diritto di superficie rappresentano il momento chiave dell’intera procedura. Con questi due atti, il Comune riconosce formalmente l’utilità pubblica del progetto e apre la strada alla fase successiva, quella della gara pubblica. «Stiamo aspettando una integrazione della documentazione ma siamo assolutamente nei tempi», spiega ancora l’assessore Macciotta. «Porteremo in aula la delibera sulla dichiarazione di pubblico interesse e sul diritto di superficie entro il 20 giugno e poi si procederà alla gara entro la metà di luglio», aggiunge.

Le critiche

Giuseppe Farris, consigliere di minoranza di CiviCa 2024 solleva due questioni. La prima, i tempi: «È il quinto cronogramma, vediamo se sarà la volta buona». La seconda, il diritto di superficie: «Non può essere separato dal piano economico finanziario. È contenuto all'interno del Pef, pertanto il Consiglio non può deliberare sulla concessione del diritto di superficie se non può discutere il piano economico finanziario perché non è un oggetto autonomo e separato», aggiunge. Dubbi sui tempi anche da parte di Nando Secchi, Lega-Anima di Sardegna: «Mentre in aula ci venivano raccontate cronotabelle ottimistiche e procedure spedite, si è venuto a sapere che è stato affidato un nuovo incarico di supporto legale al Rup», il responsabile unico del progetto. «Ma com’è possibile che durante il dibattito in aula, di metà aprile, questo passaggio non sia mai emerso? Siamo di fronte all’ennesima perdita di tempo, ogni volta che ci sembra di essere vicini a un traguardo, spunta un nuovo potenziale stallo», aggiunge. E conclude: «Si allungheranno i tempi per questo nuovo ostacolo burocratico?». A sentire il Comune, la risposta è no.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi