“È solo l’inizio”. Lo sciopero di centinaia di dipendenti Aou ha portato in piazza i problemi del comparto, ma anche un avvertimento rivolto alla Regione: «Non ci fermiamo qui». Perché i motivi della mobilitazione, promossa da Cgil-Cisl-Uil Funzione pubblica e dagli altri sindacati di medici e infermieri, restano irrisolti. Nonostante l’incontro dei giorni scorsi a Cagliari coi referenti della governatrice Alessandra Todde, continuano a mancare infatti la certificazione degli accordi per la produttività e le progressioni economiche. Oltre a non vedersi sbocchi a breve per il sovraffollamento nei reparti, questione che viaggia di pari passo con le carenze di organico, e il nodo dei posti letto per acuti.
«L’apertura c’è stata - dichiara Paolo Dettori, segretario generale della Cgil Fp per il nord Sardegna - ma non abbiamo ancora garanzie». Dopo il 4 giugno la triade verrà convocata in Regione per avere le risposte attese. «Ci aspettiamo dei segnali», aggiunge Augusto Ogana, segretario territoriale Uil Fpl. Per adesso li danno i lavoratori che, nel corteo di ieri, in particolare nelle soste davanti all’ospedale Santissima Annunziata e all’Azienda in viale San Pietro, hanno mostrato un malcontento cronico. «Non è un caso - dichiara Francesco Marras, segretario aziendale dell’Anaao Assomed, - che in Aou tanti professionisti decidono di andarsene». Reagendo ai carichi di lavori insostenibili e alla burocratizzazione. Il tutto mentre la massa di pazienti “intasa” il secondo hub della Sardegna. «Contiamo sugli ospedali e le case di comunità per dare ossigeno alle strutture», sottolinea Antonio Monni, segretario generale della Cisl Fp Sassari. Pure su questo Todde ha dato rassicurazioni ma, se non arriveranno misure concrete, i sindacati sono pronti a indire un altro sciopero.
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