«Nel nostro giorno più importante il Cagliari non poteva mancare: è amore e fedeltà». Perché la passione non va in vacanza nemmeno per un matrimonio, nemmeno se si è la sposa e lo sposo. È così che Davide Carta, avvocato 41enne di Iglesias, e Federica Marceddu, 35enne di Quartu, insegnante e pedagogista, hanno vissuto una domenica da sogno, indimenticabile: prima il “sì” nella chiesetta di Uta, poi la festa con parenti e amici a Pula, infine direzione Unipol Domus per assistere, con gli abiti da sposa e sciarpa rossoblù, alla sfida Cagliari-Juventus. Il loro arrivo in tribuna, pochi minuti prima del fischio d’inizio, non è ovviamente passato inosservato: «Non volevamo mancasse un fattore importantissimo nella nostra vita. Felici per l’accoglienza dello stadio e per gli applausi della Nord», dice ancora contento lo sposo. Mentre la sposa aggiunge: «Avevamo quasi il timore di disturbare. Invece tutti, dal pubblico allo staff, sono stati collaborativi e pazienti. Li ringrazio virtualmente tutti: senza questo affetto che ha coronato il momento nulla sarebbe stato così bello».
Le feste
Una domenica lunga e dalle mille emozioni. «La mia giornata è iniziata alle 5 del mattino con i lunghi preparativi», ricorda Federica. «Poi la celebrazione del matrimonio nella chiesa romanica di Santa Maria a Uta. Poi il ricevimento a Pula, per stare con i nostri ospiti senza sacrificare nemmeno un attimo della festa che avevamo preparato». Infine la corsa verso l’Unipol Domus. «Siamo abbonati da tantissimi anni, prima in curva nord, ora nei distinti», spiega Carta. «Abbiamo chiesto al Cagliari Calcio se fosse possibile assistere alla partita nonostante fossimo vestiti da sposi. Non avendo la possibilità di cambiarci di abiti ci è stata data una grande occasione: trasferire i nostri abituali posti in tribuna. Nonostante il vestito voluminoso di Federica, ci hanno accolto tutti con grande affetto. È stato emozionante».
I social e il contagio
Il loro ingresso è stato accompagnato dall’applauso di tutto il pubblico. «Qualcuno potrebbe aver pensato a un gesto di esibizionismo. Chi ci conosce sa bene che non è così: io non ho nemmeno i social», spiega Carta. «Seguo il Cagliari da piccolo: andavo allo stadio con mio padre. Poi mi sono abbonato da decenni. Seguo i rossoblù anche in trasferta e appena ho conosciuto Federica le ho contagiato questa passione. Si è così abbonata anche lei e tifiamo il Cagliari pure nelle partite fuori casa».
Il gol di Pinilla
Uno dei primissimi appuntamenti è stato proprio allo stadio, nel vecchio Sant’Elia: «Lei non era mai stata in uno stadio. Nel 2014 l’ho portata nel vecchio Sant’Elia per Cagliari-Fiorentina. Abbiamo vinto 1 a 0, gol di Pinilla. E lei si è subito innamorata dei colori rossoblù», racconta ancora Carta. Lei conferma: «Davide era un grandissimo appassionato di calcio quando ci siamo conosciuti ed era praticamente irreperibile durante le gare del Cagliari. Mi parlava di imprese epiche, del gol di Daniele Conti al Napoli, di rimonte storiche e lo faceva con un trasporto incomprensibile per una non tifosa. La sua passione mi ha incuriosita e l’ambiente stadio mi ha conquistata. Ed eccoci qui». Da anni seguono il Cagliari in trasferta, viaggiando per mezza Italia: «I regali più belli sono i weekend per assistere alle partite dei rossoblù. Sfide indimenticabili, ma anche sconfitte pesanti», ammettono. «Questa è la nostra passione. Il Cagliari fa parte delle nostre vite e domenica sera è stata la ciliegina sulla torta di una giornata perfetta». Perché l’amore per il Cagliari è eterno: nella buona e nella cattiva sorte.
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