Adesso il nemico sono le “ondate di calore”, concetto sconosciuto fino a qualche tempo fa e ormai invece definito dal Dipartimento nazionale della Protezione civile come «condizioni meteorologiche estreme» con «temperature molto alte per più giorni consecutivi», in genere umidi e senza vento. Nell’estate 2026 ne sono state contate ufficialmente cinque, anche se in realtà in Sardegna è parsa ai più un’unica, infinita ondata.
Ne hanno sofferto molto le persone, soprattutto gli anziani, con un’impennata di decessi rispetto alla media. E moltissimo le campagne (bestiame compreso), con conseguenze pesanti sulle aziende. La Regione perciò intende ora predisporre un sistema per prevenire i danni futuri, integrando i rischi climatici nel Piano regionale di Protezione civile.
I dati
In un’estate che in Sardegna ha fatto segnare, solo a settembre, massime di 3,9 gradi superiori alla media, Cagliari risulta tra le prime città in Italia, sulle 54 monitorate dal ministero della Salute, col maggior incremento di decessi tra gli ultra 65enni rispetto alla media degli anni scorsi: più 24 per cento. I dati sono stati raccolti dal Sistema di allarme e sorveglianza della mortalità giornaliera, nel periodo tra il 25 maggio e il 15 settembre. L'incremento della mortalità in concomitanza con le ondate di calore – sottolinea il rapporto – è risultato statisticamente significativo in otto città: Torino, Padova, Roma, Latina, Bari, Palermo, Catania e, appunto, Cagliari. Nel capoluogo sardo i decessi totali sono stati 484: di questi, 426 riguardavano gli over 65, ben 83 in più dei 343 “attesi” in questa fascia (cioè calcolati come media per giorno della corrispondente settimana dell’anno nel periodo 2016-2025).
Le contromisure
Ieri l’assessora regionale all’Ambiente, Rosanna Laconi, in una conferenza stampa nell’ambito della Settimana della Protezione civile ha descritto la Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Sracc), che punta a incorporare nei piani di tutela i futuri rischi climatici. «Il compito specifico della Protezione civile è proteggere le vite umane», ha sottolineato Laconi, «quindi tutti i cittadini, soprattutto i più fragili». Questo significa, tornando alle ondate di calore, che «i sindaci, nei propri piani di protezione civile, dovranno mettere in campo le azioni specifiche per proteggere la cittadinanza da questi problemi».
Il lavoro in corso prevede l’estensione all’intero territorio sardo del bollettino sulle ondate di calore, oggi attivo per il solo Comune di Cagliari. Si tratterebbe della prima esperienza di questo tipo a livello nazionale. «Non si tratta solo di una nuova sezione al Piano», ha rimarcato Matteo Muntoni, direttore generale dell’assessorato: «Significa fare in modo che scenari climatici, vulnerabilità e misure di adattamento entrino stabilmente negli strumenti con cui la Regione programma le sue politiche». «La nostra pianificazione – ha aggiunto il direttore generale della Protezione civile, Mauro Merella – deve tenere conto di scenari di rischio sempre più complessi, anche in relazione ai cambiamenti climatici. Diventa quindi fondamentale adottare un approccio multilivello, che consenta di integrare le diverse tipologie di rischio e di coordinare la pianificazione regionale con le specificità dei territori, per rafforzare la prevenzione e la preparazione, migliorando la capacità delle istituzioni e delle comunità di affrontare gli eventi estremi e ridurne gli impatti».
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