Milano

Spiati Vieri, Corona e Lucarelli 

Dossieraggio Equalize, spuntano nuovi nomi  

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Non solo Equalize, agenzia investigativa a due passi dal Duomo di Milano e creatura di Enrico Pazzali venuta a galla con gli arresti dell'ottobre 2024, ma una «molteplicità di società» in tutta Italia che si passavano informazioni riservate, «esfiltrate» da banche dati strategiche, in un mercato parallelo di dossieraggi illegali. E poi nuovi indagati, come un generale della Guardia di Finanza, e vecchi casi già noti, come lo spionaggio ai danni del velocista Marcell Jacobs e quello che sarebbe stato commissionato dal capo ufficio legale di Eni.

Spuntano nuovi nomi

In più, nuovi nomi di spiati, tra cui Christian Vieri, Ricky Tognazzi e pure Fabrizio Corona e Selvaggia Lucarelli. Esce fuori un «mare magnum» di contestazioni, tra accessi abusivi a sistemi informatici, intercettazioni illegali e corruzioni per l'acquisizione di dati segreti, dalla doppia mossa della Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, sul caso delle “cyber-spie” esploso tempo fa assieme a vicende simili, come quella delle “Sos” e della “squadra Fiore2 romana.

Chiesto il processo

I pm Francesco De Tommasi e Eugenio Fusco, coi colleghi della Dna Antonello Ardituro e Barbara Sargenti, hanno chiesto il processo per 13 persone, tra cui Pazzali, ormai ex presidente di Fondazione Fiera Milano e che sarebbe stato il “capo” dell'associazione per delinquere con richieste «a manetta» di report illeciti, anche per condizionare «settori della politica e dell'imprenditoria», come risulta dalle intercettazioni.

Secondo filone

È stata notificata una seconda maxi chiusura indagini a carico di 81 persone, tra cui di nuovo Pazzali e altri nomi che comparivano già nella prima tranche, in un filone che, con altre 102 imputazioni dopo le precedenti 202, vede al centro soprattutto i «clienti» di Equalize. E pure «un’ulteriore articolazione» con a capo Luca Cavicchi, amministratore di una società a Ferrara, che agiva con «reciproco scambio» di informazioni prelevate servendosi sempre di «operatori» delle forze dell'ordine “infedeli”, tutti indagati.

Cavicchi sarebbe stato in contatto con l'esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, difeso dalla legale Antonella Augimeri e che ha collaborato alle indagini. Nel frattempo, altri filoni di indagine, come quello sulle società “clienti”, vengono sviluppati e due indagati, i tecnici Camponovo e Cornelli, puntano a patteggiare.

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