Forza Italia come una polveriera. Sarà la riunione in programma all’ora di pranzo a Milano tra Antonio Tajani, Marina Berlusconi, il fratello Pier Silvio e Gianni Letta a tentare di mettere un punto fermo. Due i nodi principali: la sostituzione del capogruppo alla Camera e i congressi regionali. Dopo il cambio al vertice del gruppo del Senato, chiesto dalla presidente Mediaset per favorire una fase nuova, nel mirino torna Paolo Barelli a capo dei deputati alla Camera e fedelissimo del vicepremier. Poco meno di 10 giorni fa lo stesso Tajani non aveva escluso un suo addio alla guida del partito, in caso di sostituzione dell’attuale presidente dei deputati. Tutto sembrava congelato, almeno fino a qualche giorno fa. Ma la tensione è di nuovo salita anche per la rivolta dei vertici azzurri, in atto in molte regioni. La slavina ha colpito Puglia, Sicilia, Campania e ultime in ordine di tempo Lombardia e Sardegna. La richiesta dei dirigenti locali è sempre la stessa: «Stop ai congressi». Tema caro al leader di Fi che, al contrario, vorrebbe accelerare per chiudere poi con l’assise nazionale nella primavera 2027, prima delle politiche. Le tensioni dei dirigenti locali si sommano al caos nel gruppo azzurro della Camera: difficile che Barelli regga, ma anche trovare il suo successore non è semplice. Il nome principale è Enrico Costa, ma molti parlamentari azzurri non nascondono i malumori.
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