La postura internazionale e il caro energia. I dati economici e le politiche sul lavoro. La produzione industriale e gli ultimi casi di cronaca che hanno investito ministri e sottosegretari. Le opposizioni in Aula tirano fuori un arsenale articolato per sferrare l'attacco alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Seppur con sfumature diverse, il campo largo si compatta su un messaggio chiaro: «dal Governo quattro anni di nulla, ora tocca a noi». Lo sguardo dei leader di centrosinistra è già rivolto alle politiche. «Siamo pronti», è l'avvertimento diretto alla premier. Nonostante i nodi da sciogliere per la costruzione dell'alternativa, leadership in primis, l'analisi della congiuntura politica è condivisa. Muove da una fotografia del voto referendario e insiste su un governo «in difficoltà», o peggio, «in galleggiamento». La segretaria del Pd Elly Schlein torna sulla sfida del referendum già persa dalla premier e affonda: «in quattro anni avevate i numeri per fare tutto e non avete fatto nulla, toccherà a noi costurire un'alternativa in difesa della Costituzione». La leader dem cita i «fallimenti dell'esecutivo su sanità, scuola e lavoro precario. E invia simbolicamente a Meloni «una cartolina dal Paese reale». Poi, in Transatlantico, commenta il discorso della presidente: «uno si poteva aspettare un rilancio su qualche tema e invece abbiamo sentito il solito repertorio». Dello stesso avviso il presidente M5S Giuseppe Conte. «Meloni è in modalità rimozione, - spiega parlando con i cronisti - rimane legata ai suoi errori e non c'è nessuna possibilità di recupero. Saranno mesi inutili».
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