Trasferimento da completare entro dieci giorni. Preoccupa l’accessibilità della vecchia struttura lasciata nel 2017

Ospedale di comunità: via il centro vaccinale 

L’Asl di Cagliari cambia le attività del Binaghi: gli ambulatori tornano in piazza De Gasperi ma è polemica  

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Un ultimatum in piena regola: dieci giorni per abbandonare l’Ospedale Binaghi e tornare al passato. È questa la sorte toccata al Servizio di igiene pubblica dell’Asl 8. Secondo una comunicazione ufficiale diramata dalla Direzione generale, il centro vaccinale dovrà abbandonare l’attuale sede ospedaliera per tornare nei locali comunali di piazza De Gasperi, una manovra che risolleva le preoccupazioni lasciate alle spalle nel lontano 2017.

La ragione di questo improvviso trasferimento a catena sta nella creazione di dodici nuovi posti letto destinati all’Ospedale di Comunità, un progetto inserito nella cornice della “Missione 6 Salute” e finanziato con le risorse del Pnrr. Dopo una lunga attesa, l’accelerata impressa dalla Regione per il rafforzamento della sanità di prossimità ha presentato il conto, innescando una reazione tra i reparti.

L’effetto domino

I dodici nuovi posti letto sorgeranno infatti, a partire dal 15 maggio, nei locali del secondo piano del corpo staccato del Binaghi – spazio oggi occupato dalla Diabetologia territoriale – che dovrà essere «urgentemente trasferita al primo piano», proprio dove attualmente opera il Servizio di igiene e sanità pubblica. Per il centro vaccinale si prospetta un ritorno al passato. Il rientro in via De Gasperi arriva inaspettato quasi dieci anni dopo l’abbandono di quegli stessi uffici, secondo le cronache dei tempi giudicati non idonei a gestire l’elevata mole di utenza. Il servizio è un pilastro della sanità cittadina: garantisce la profilassi per tutti i neonati della Asl e gestisce i richiami periodici di migliaia di pazienti, fino a toccare picchi di centinaia di persone al giorno durante le campagne antinfluenzali autunnali. A questo si aggiunge il ruolo centrale nell’approvvigionamento dei 14 ambulatori di periferia.

La direzione generale

Oltre che per il poco preavviso, a preoccupare sono l’accessibilità strutturale del vecchio ambulatorio, la capacità degli spazi di piazza De Gasperi di accogliere dignitosamente mamme con passeggini, anziani e, tra gli altri, pazienti con disabilità.

A difendere la scelta operativa è la direzione generale dell’azienda ospedaliera, che rassicura sulla logica del trasferimento. «L’ospedale Binaghi di Cagliari sarà, in brevissimo tempo, sede dell’Ospedale di comunità, struttura destinata a ricoveri di breve durata, con funzione di raccordo tra assistenza domiciliare e ospedale per acuti – e continua –. In questo contesto, la riorganizzazione dei posti letto e degli ambulatori rende necessario il trasferimento di alcuni servizi, tra cui anche il Servizio di vaccinoprofilassi, in una nuova sede cittadina». Secondo la direzione, la scelta di via De Gasperi non è un ripiego ma una soluzione ponderata dopo svariati sopralluoghi. «La soluzione prescelta risponde pienamente ai criteri di funzionalità e accessibilità: si tratta infatti di un palazzo centrale, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, dotato di adeguata disponibilità di parcheggi e priva di barriere architettoniche, a beneficio sia dell’utenza sia degli operatori sanitari. Con l’obiettivo di favorire l’accesso saranno chiesti degli stalli dedicati».

Per gli utenti, il verdetto finale arriverà tra pochi giorni, quando i cancelli di via De Gasperi riapriranno ufficialmente.

Il via libera regionale

Eppure, la strada tracciata dalla politica regionale sembra ormai definita. La Giunta ha approvato ieri l’aggiornamento della programmazione che mira a superare i target minimi nazionali, arrivando a garantire 0,3 posti letto ogni mille abitanti. «Gli ospedali di comunità rappresentano un tassello fondamentale per garantire continuità assistenziale, ridurre i ricoveri impropri e migliorare la qualità delle cure in tutta la Sardegna», ha dichiarato la presidente della Regione e assessora ad interim alla Sanità, Alessandra Todde.

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