Il focus

Ancora bombe sul Libano e Hormuz rimane chiuso 

Altro attacco dell’Idf, Trump chiede a Netanyahu di fermarsi 
epa12877037 A Lebanese army soldier stands next to a destroyed residential building the day after an Israeli airstrike in the Ain Mreisseh neighborhood of Beirut, Lebanon, 09 April 2026. At least 182 people were killed and more than 890 others injured after Israeli airstrikes hit multiple locations across Lebanon on 08 April, the Lebanese Ministry of Health reported. Israel launched a large-scale attack across Lebanon, including central Beirut, a day after the US and Iran agreed to a ceasefire. The Israeli government said the ceasefire does not cover Lebanon and that strikes on Hezbollah locations will continue. EPA/WAEL HAMZEH
epa12877037 A Lebanese army soldier stands next to a destroyed residential building the day after an Israeli airstrike in the Ain Mreisseh neighborhood of Beirut, Lebanon, 09 April 2026. At least 182 people were killed and more than 890 others injured after Israeli airstrikes hit multiple locations across Lebanon on 08 April, the Lebanese Ministry of Health reported. Israel launched a large-scale attack across Lebanon, including central Beirut, a day after the US and Iran agreed to a ceasefire. The Israeli government said the ceasefire does not cover Lebanon and that strikes on Hezbollah locations will continue. EPA/WAEL HAMZEH
epa12877037 A Lebanese army soldier stands next to a destroyed residential building the day after an Israeli airstrike in the Ain Mreisseh neighborhood of Beirut, Lebanon, 09 April 2026. At least 182 people were killed and more than 890 others injured after Israeli airstrikes hit multiple locations across Lebanon on 08 April, the Lebanese Ministry of Health reported. Israel launched a large-scale attack across Lebanon, including central Beirut, a day after the US and Iran agreed to a ceasefire. The Israeli government said the ceasefire does not cover Lebanon and that strikes on Hezbollah locations will continue. EPA/WAEL HAMZEH

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Tel Aviv. Israele apre a negoziati diretti col Libano, raccogliendo un appello di Beirut, dopo che l’Idf ha colpito ieri altri obiettivi nel Paese dei cedri e lanciato nuovi avvisi di evacuazione a sud della capitale, all’indomani del più pesante attacco contro il suo vicino dall’inizio della guerra. Un bombardamento condannato dalla comunità internazionale: ha indotto Donald Trump a chiedere al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l’intensità dei raid, per poter mantenere la tregua di due settimane con l’Iran e garantire il successo degli imminenti negoziati con Teheran.

Israele ha accettato di «essere un partner collaborativo», ha confidato un funzionario dell’amministrazione Usa a Nbc. Ma Bibi non si è impegnato a cessare il fuoco contro Hezbollah («Continueremo a colpirlo ovunque sia necessario»), come chiedono le autorità libanesi per avviare il dialogo diplomatico, che per Axios inizierà la prossima settimana al Dipartimento di Stato a Washington, con gli ambasciatori. Presente come mediatore anche quello Usa a Beirut.

L’annuncio

«Alla luce delle ripetute richieste del Libano di aprire negoziati diretti con Israele, ho incaricato il governo di avviare negoziati diretti col Libano il prima possibile», ha annunciato Netanyahu, spiegando che «i negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sulla creazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Un’ora prima delle sue parole, il presidente libanese Joseph Aoun aveva affermato che «l’unica soluzione alla situazione in Libano è raggiungere un cessate il fuoco tra Israele e Libano, seguito da negoziati diretti tra le parti».

In parallelo, si muove anche l’Europa. «L’accordo di associazione tra Ue e Israele va ridiscusso»: è Parigi a farsi portavoce di un nutrito gruppo di capitali, mettendo in chiaro ciò che a Bruxelles è nell’aria da giorni. Se ne parlerà all’inizio della prossima settimana, nella riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27, e al Consiglio affari esteri del 21 aprile, prima del vertice informale dei 27 a Cipro.

L’intesa

La fragile tregua per ora ha in gran parte tenuto tra Stati Uniti, Israele e Iran, benché Teheran e Washington abbiano fornito spiegazioni molto diverse sui termini iniziali, cantando entrambi vittoria. Trump si è detto «molto ottimista» sulla possibilità che un accordo di pace con l’Iran sia a portata di mano, anche se nello stesso tempo ha messo in guardia che le forze Usa resteranno schierate nella regione «finché un vero accordo non sarà raggiunto e pienamente rispettato», minacciando altrimenti scontri più intensi.

Finora però il vitale stretto di Hormuz è rimasto sostanzialmente chiuso e Teheran, secondo fonti iraniane citate dalla Tass, consentirà il transito di non più di 15 navi al giorno in base all’accordo di cessate il fuoco (la prima non iraniana dopo la tregua è passata ieri, batteva bandiera gaboniana ed era diretta in India).

Il viaggio

Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, è intanto pronto a portare in Libano l’impegno dell’Italia per la stabilità del Paese dei cedri e di tutta la regione. «Stiamo lavorando per organizzare a giorni il mio viaggio a Beirut per parlare col presidente Aoun e inviare un messaggio chiaro dall’Italia per la stabilità del Paese. Il Libano non può diventare un’altra Gaza, siamo pronti a fare la nostra parte», il messaggio di Tajani.

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