Tutto in un giorno: oggi in carcere ci sarà l’udienza di convalida per Giovanni Secci, 81 anni, mentre in ospedale quasi in contemporanea si svolgerà la perizia necroscopica sul corpo della moglie Mariolina Seguri.
L’attesa
Dopo il silenzio dietro il quale si è trincerato venerdì sera nella caserma dei carabinieri di Monserrato, l’uxoricida potrebbe finalmente raccontare tutto davanti al Giudice delle indagini preliminari Elisabetta Patrito e al pm Enrico Lussu. Sia sui dettagli sulla dinamica dell’omicidio commesso nel primo pomeriggio di venerdì, quando l’avrebbe soffocata nel loro letto con un cuscino. Sia, soprattutto, sulle ragioni di un gesto legato forse alla disperazione per le condizioni di salute della moglie, una donna minuta, da tempo sofferente, spesso allettata, senza la capacità di difendersi da quell’uomo col quale aveva trascorso gran parte della sua vita. Un omicidio sconvolgente che a Monserrato tutti hanno commentato con commozione e tanta tristezza.
Il dramma
Venerdì, dopo l’arresto, Giovanni Secci, 81 anni, gli stessi della moglie, si è chiuso in un disperato mutismo, incapace forse anche di raccontare, di spiegare perché – approfittando dell’assenza del figlio – ha afferrato uno dei cuscini della camera da letto premendolo sulla faccia della moglie sino a ucciderla. L’uomo, ex bidello nelle scuole del paese, il suo momento di lucidità lo ha avuto quando ha il figlio al lavoro e i carabinieri, confessando quello che aveva appena fatto. Poi è rimasto a casa, in attesa che arrivassero tutti. Da lì i carabinieri lo hanno portato in caserma, mentre nella casa di via Boezio scattavano gli accertamenti per ricostruire il dramma appena consumato nel silenzio di quelle mura. Nessuno fra i coinquilini si è accorto di nulla. Probabilmente la vittima non ha avuto neppure la forza di opporre una reazione, incapace di liberarsi di quel cuscino che le toglieva il respiro.
Quadro definito
L’inchiesta, che appare ormai chiusa, è stato portata avanti dai carabinieri sotto le strette direttive del tenente colonnello Francesco Donvito, comandante del Reparto operativo del Comando provinciale di Cagliari, del capitano Gianmarco Daidone , del tenente Davide Revelant e dei luogotenenti Vittorio Piras e Pierpaolo Sabiu. Nella casa di via Boezio sono subito arrivati il sostituto procuratore Enrico Lussu che ha coordinato il lavori dei militari e il medico legale Roberto Demontis. Sul corpo della donna non sarebbero stati rilevati segni di difesa, così come sul volto e le braccia del marito. Insomma, Mariolina Seguri potrebbe essere morta senza neanche provare a reagire.
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