I genitori del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto il 21 febbraio scorso all'ospedale Monaldi di Napoli dopo il fallimento di un trapianto di cuore, chiedono alla Procura di accertare se nei confronti del cardiochirurgo che effettuò l'intervento, il primario Guido Oppido, possa essere ipotizzata l'accusa di omicidio volontario mediante omissione con dolo eventuale ed anche un nuovo reato di falso. Questo il contenuto dell'integrazione di querela depositata da Patrizia Mercolino e Alfonso Antonio Caliendo, madre e padre di Domenico, attraverso l'avvocato Francesco Petruzzi. Secondo il legale, entrambi i reati potrebbero essere plausibili alla luce delle conclusioni della relazione dei periti del gip che puntano il dito sull'esclusione dell'uso del cuore artificiale extracorporeo (Berlin Heart) grazie al quale, invece, il bambino avrebbe potuto essere sottoposto a un nuovo trapianto di cuore, e quindi salvato. Valutazioni opposte sono già state espresse dai legali del primario: «Dalle conclusioni della perizia che abbiamo avuto modo di leggere - aveva spiegato l'avvocato Alfredo Sorge dopo il deposito degli atti - emerge che la condotta chirurgica di Oppido è assolutamente esente da qualsivoglia censura, cioè è stata pienamente conforme alle regole mediche».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
