Gli attivisti in coro: «La Todde dia parere negativo all’impianto». Pili: «Anche il Comune deve opporsi con forza»

Pressing sulla Regione dei comitati in trincea: «No alle superbatterie» 

Anti Tyrrhenian Link in piazza a Selargius contro il progetto Bess nel cuore dell’agro 

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Tutti in piazza Sì ‘e Boi per gridare ancora una volta contro la speculazione energetica. Una manifestazione - organizzata ieri mattina dal comitato No Tyrrhenian link di Selargius e animata da diversi gruppi di attivisti arrivati da tutta l’Isola - contro le servitù che si stanno realizzando nella campagna selargina. E - nello specifico - per cercare di fermare l’ultimo impianto di batterie di accumulo previsto nella collina di Cuccuru Matta Masonis, nel cuore dell’agro già sventrato da Terna fra cabine elettriche e cavi.

Fronte compatto

Bandiere dei Quattro Mori che sventolano, qualche striscione appeso, e un no alla speculazione energetica che unisce la Sardegna: dal Presidio permanente del popolo sardo e Ans, ai comitati Bentu de libertadi, Bardiania della Nurra, attivisti del Parteolla, di Serrenti, Gallura, Sassari, sino al Nuorese. Presente anche Mauro Pili, ex sindaco di Iglesias, poi presidente della Regione e deputato, in prima linea contro la speculazione energetica in Sardegna. «Il Comune deve svolgere oggi un ruolo determinante: opporsi con forza a questo impianto di batterie per cui siamo in aperta fase procedimentale, e ricorrere alle varianti urbanistiche come previsto nel piano Pratobello», dice Pili. E lancia un retroscena sull’ultimo progetto elettrico piombato su Selargius: «Nelle ultime ore il magnate americano Elon Musk ha firmato l’accordo con la società che ha proposto la mega batteria a Cuccuru Matta e Masoni. Secondo quanto trapela», aggiunge Pili, «Tesla Energy fornirà i propri megapack di batterie e la propria piattaforma industriale per la realizzazione dei nuovi impianti nella campagna di Selargius».

Anche Michele Zuddas, avvocato, portavoce del comitato “Bentu de libertadi” e fra i promotori della legge Pratobello 24, punta dell’adeguamento dei piani urbanistici. «È l’unica strada da percorrere, ma ai sindaci servono risorse e supporto della Regione», sottolinea. E propone: «Serve discutere di progetti energetici alternativi all’attuale speculazione energetica, con fonti di accumulo diverse come per esempio l’idrogeno».

Strategia

La priorità ora è spingere la Regione a dare parere negativo all'ultimo impianto Bess della società Atena Storage previsto a Cuccuru Matta Masonis, che sta procedendo verso l’autorizzazione. Le osservazioni del comitato in difesa del territorio di Selargius sul progetto sono state presentate lo scorso 28 agosto, inviate al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e a tutti gli enti competenti.

Un atto formale seguito dalla manifestazione organizzata ieri in piazza. «La campagna selargina», sottolinea Francesca Olla, del comitato cittadino contro la speculazione energetica, «è ostaggio di un cumulo soffocante di progetti energetici». L’elenco è lungo, 12 impianti in tutto concentrati in pochi ettari di territorio agricolo: due stazioni elettriche, il Tyrrhenian link - il mega cavo che collegherà la Sardegna col resto della Penisola - il Sardinian link, distese di batterie dove un tempo si coltivava, una cabina primaria e cavidotti di passaggio. «Una situazione insostenibile, per chi abita e lavora nella nostra città e per tutta l’area metropolitana. Oggi, ancora una volta, chiediamo alle istituzioni, alla Regione prima di tutto, una riflessione profonda: non concedete altri interventi, il territorio ha già dato». Nella folla anche Maria Laconi, del comitato locale: «La Regione deve fermare questa distruzione, la campagna di Selargius sta scomparendo», il suo appello.

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