Il grembiule è pronto, lo zaino anche. Quello che ancora manca è il pranzo a scuola. Con il ritorno degli alunni tra i banchi, per molte famiglie di Cagliari l’inizio dell’anno scolastico porta con sé un’incognita pesante: quando partirà la mensa? Una domanda tutt’altro che secondaria per chi deve incastrare lezioni, lavoro, turni e orari dei figli e che, a due giorni dall’avvio ufficiale delle lezioni (ma oggi anticiperanno in tanti) non ha ancora una data sul calendario. La nuova gara, pubblicata a ottobre 2025 e che vale circa 14 milioni di euro, è alle battute finali ma non è stata ancora aggiudicata. E mentre il Comune assicura che ormai mancano poche settimane, sul ritardo si accende lo scontro politico.
Le date
Il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale mette in fila ritardi e scadenze mancate e accusa la Giunta comunale guidata da Massimo Zedda di «inadeguatezza e sciatteria amministrativa».
A quasi undici mesi di distanza, sottolineano gli esponenti di FdI, l’11 settembre scorso l’appalto non era stato ancora aggiudicato. E nel frattempo sarebbero saltate due date indicate per l’avvio del servizio: il primo luglio e successivamente il primo agosto. Una ricostruzione che contesta le rassicurazioni arrivate nei mesi scorsi da Palazzo Bacaredda. «Altro che “poche settimane” e “titoli di coda”», attacca FdI. Nel novembre del 2025, l’assessora all’Istruzione Giulia Andreozzi aveva prospettato in commissione l’aggiudicazione entro l’anno scolastico e l’avvio del nuovo servizio a settembre 2026.
La questione esce dalle stanze della politica perché il ritardato avvio della mensa ha conseguenze sull’organizzazione delle famiglie. Senza mensa diventa infatti difficile garantire il tempo pieno e per numerosi genitori si pone il problema di conciliare gli orari scolastici con quelli di lavoro.
La replica
Da Palazzo Bacaredda arriva però una lettura differente. L’amministrazione conferma che la procedura è ormai nella fase conclusiva. Restano da ultimare le verifiche previste dalla legge sui requisiti degli operatori, dopo le quali sarà possibile procedere con l’aggiudicazione. Il Comune sottolinea anche la complessità di una gara di queste dimensioni, sia per l’entità economica sia per la particolare delicatezza del servizio e dell’utenza alla quale è destinato. L’assessora Andreozzi spiega inoltre la scelta di non procedere con un affidamento ponte in attesa della conclusione della gara. «L’amministrazione comunale sta lavorando affinché il nuovo servizio possa essere avviato nell’arco di poche settimane dall’aggiudicazione», afferma. «L’obiettivo», aggiunge, «è stato quello di evitare una gestione provvisoria che avrebbe potuto comportare un successivo cambio di operatore nel corso dell’anno scolastico, con ulteriori problemi organizzativi per istituti e famiglie. Ora la partita si gioca soprattutto sul calendario. «Siamo consapevoli dell’importanza che il servizio di refezione scolastica riveste per le famiglie e della necessità di poter contare su tempi certi», spiega l’assessora. Che assicura: «Già nel corso dei prossimi giorni il Comune conta di comunicare la data effettiva di avvio del servizio». ( ma. mad. )
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