Il lutto.

Oggi i banchi vuoti di Filippo e Gabriele 

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Due banchi vuoti, il silenzio che lo senti gridare forte e non sta zitto: l’emozione dell’inizio e il dolore della fine. È così, questo primo giorno di scuola; il giorno dei contrasti, della consapevolezza che dopo dieci giorni dalla tragedia forse si sente anche più forte. Due banchi vuoti, in altrettante scuole, dove Filippo Corongiu e Gabriele Galici non entreranno più.

Ci saranno due banchi vuoti, vuoti per sempre, con la loro foto, che li ritrae sorridenti. Non avranno il loro diploma, quello che Filippo, diciotto anni da compiere il 17 ottobre, avrebbe preso al termine di questo anno scolastico. Al Michelangelo, dove questa mattina ci saranno anche mamma Sonia Angeli e il papà Francesco, in quella classe che sarà sempre troppo grande. Troppo vuota e silenziosa. Non ci sarà il loro unico figlio dagli occhi color cielo, strappato alla vita all’alba di venerdì, nello stop senza ripartenza, sul palo del lungomare Poetto, dove ê cresciuta una rosa bianca che è sempre lì. A ricordare, il loro ragazzo, e a ricordare Gabriele, diciotto anni appena compiuti, deceduto insieme a lui.

Non suonerà nemmeno per lui la prima campanella nel centro studi Pirandello, dove studiava. Due banchi vuoti, due famiglie straziate dal dolore, due vite ferme. Nella notte senza giorno. Con il suono della campanella che suona stonata e sembra andare dritta al cuore. Di chi oggi continua a piangere, a pregare, a ricordare la vita prima; prima del terribile schianto. Prima che il diploma diventasse un traguardo irraggiungibile insieme a tutto il resto.

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