La crisi

Si rafforza l’asse Roma-Berlino Linea comune sul dialogo con Trump 

Vertice tra la premier e Mertz a Villa Doria Pamphili 

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L'Italia ha «oggettivi problemi costituzionali» ad aderire al Board of Peace per Gaza. Così Giorgia Meloni ha chiesto a Donald Trump di «riaprire la sua configurazione». La premier lo annuncia al termine del vertice intergovernativo Italia-Germania, al fianco di Friedrich Merz, rilanciando un asse che intende muoversi in modo «pragmatico e non istintivo» nelle relazione con gli Usa, e che a Bruxelles preme per il rafforzamento della competitività. In sostanza, avverte Meloni, l'Ue deve scegliere «se essere protagonista del proprio destino o subirlo». E, «dispiaciuta» per la sferzata di Volodymyr Zelensky, rivendica di essere stata «la prima» a dire che l'Europa «si deve svegliare». Antonio Tajani non ha dubbi, «mi pare che ora l'Europa sia certamente a traino italo-tedesco».

Il bilaterale

I due leader mostrano feeling su tutti i dossier toccati. Nel bilaterale a Villa Doria Pamphili Meloni annuncia al suo ospite l'adesione dell'Italia all'accordo multilaterale (con Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) sui controlli all'export di armamenti, una mossa che colma una lacuna in un sistema nato tra partner europei per evitare di pestarsi i piedi nei progetti multilaterali. E Merz sottoscrive in pieno («Non avrei potuto rispondere meglio») la replica della premier a un giornalista che le domanda se di Trump ci si possa ancora fidare, tra le voci sulla sua salute e i messaggi di altri leader pubblicati sui social, e se meriti il Nobel per la pace. «Gli stessi discorsi li ho sentiti su Biden e addirittura su di me quando mi sono dovuta assentare cinque giorni perché non stavo bene. Ci interfacciamo con i leader eletti, è la democrazia», alza il tono Meloni, e poi: «Confido che Trump possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l'Ucraina, e finalmente anche noi potremo candidarlo al Nobel per la pace». Parole, invece, contestate dalle opposizioni. Intanto, però, i ministri di Esteri e Difesa dei due Paesi, ritenendo «un segnale incoraggiante» l'incontro fra Usa, Russia e Ucraina, chiedono che «la voce dell'Europa resti ascoltata».

Board of Peace

E, soprattutto, Palazzo Chigi attende dalla Casa Bianca una risposta alla sollecitazione sul Board avanzata dalla premier in una telefonata mercoledì sera, alla vigilia del Consiglio Ue informale. L'articolo 11 della Costituzione, prevedendo la cessione di sovranità solo in condizioni di parità con gli altri Stati, non è compatibile con lo statuto. Soprattutto per l'articolo 9 che - nel testo diffuso da media israeliani - dà al “chairman”, il presidente, ossia Trump, il compito di agire per conto del Board, autorizzato ad adottare risoluzioni e altre direttive. Senza contare che sceglie e rimuove gli Stati membri, designa il suo successore, ha l'esclusiva autorità per creare entità sussidiarie, e ha fissato a un miliardo di dollari in cash funds il costo di membership. Comunque la posizione italiana resta «di apertura». E anche Merz spiega che sarebbe «disposto a entrarci se accompagnasse il processo su Gaza anche in una seconda fase, ma in ogni caso le attuali strutture di governance non possiamo accettarle».

Dazi

Solo sulle minacce americane di dazi i toni appaiono diversi. «Ci difenderemo con tutti gli strumenti possibili - avvisa il cancelliere -. I Paesi di tutto il mondo sappiano che noi siamo pronti a difenderci».

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