La quiete dopo la tempesta è fatta di transenne, pavimentazione divelta, ringhiere distrutte e un mare di alghe. A Sant’Elia, nel tratto tra la diga forane a il Lazzaretto, si fa la conta dei danni causati dal maltempo che il 19, 20 e 21 gennaio hanno colpito duramente anche il capoluogo della Sardegna. Per fortuna, la potenza del mare non sembra aver causato situazioni critiche, in un’area già interessa dai cantieri per la riqualificazione del lungomare e segnata da incuria e abbandono.
Alghe e transenne
Ieri mattina, dal ponte dell’Asse mediano, il parcheggio Cuore assomigliava ancora a un lago. Molte le pozze d’acqua, tanto che famigerate transenne del Comune bloccano l’accesso all’area di sosta. Per raggiungere non rimane che la bici o i più sicuri due piedi. Per entrare nella spiaggetta è necessario superare le “sabbie mobili” di alghe e acqua che fanno sprofondare di diversi centimetri. Una volta scollinato, lo scenario è da brividi: la spiaggia non esiste più, al suo posto un manto marrone di posidonia che copre ogni cosa. Percorrendo la passeggiata, le tracce della potenza della mareggiata. I massi frangiflutti e i pesanti blocchi di marmo spazzati a decine di metri dalla loro posizione originaria, la ringhiera in metallo piegata come un ramoscello.
La disperazione
Francesco, che non vuole leggere il suo nome sul giornale, sta battagliando con la sua piccola barchetta in vetroresina blu ormeggiata e nel vecchio porticciolo. È l’unica presente. «Forse perché sono quello che ha più fame e ho una famiglia da mantenere». I pescatori, soprattutto quelli che lavorano su piccole imbarcazioni, sono stati i più colpiti dal ciclone Harry. «Il mare si è portato via tutto: reti e nasse, l’attrezzatura che utilizzavo per lavorare e sbarcare il lunario. Il forte scirocco dei giorni scorsi non ha risparmiato niente, l’unica cosa che mi è rimasta è la barca, sono riuscito a salvarla perché l’ho spostata in tempo nel nuovo porticciolo». Il pescatore sa che non potrà chiedere indennizzi. «Non mi hanno mai rilasciato la licenza, non sono in regola e non ho diritto a niente». E adesso? «Ritornare in mare sarà davvero difficile, non ho più un soldo. Non mi resta che piangere, e in silenzio».
Il sopralluogo
Ieri mattina è proseguito il giro di ricognizione per capire la portata economica dei danni. A metà mattina l’assessora comunale ai Parchi e giardini pubblici Luisa Giua Marassi, il dirigente Daniele Olla e altri tecnici di Palazzo Bacaredda hanno percorso a piedi il tratto del lungomare dalla spiaggetta al Lazzaretto. «A prima vista i danni sembrano limitati, certamente inferiori a quelli che ci aspettavamo», afferma Olla. «La furia del mare ha provocato i guai maggiori vicino alla diga foranea e nella zona del Lazzaretto». Ora parte la fase di ricostruzione. «Ci saranno da sistemare il granito della pavimentazione e la ringhiera in acciaio inossidabile lungo i primi 50 metri della passeggiata di Sant’Elia». È andata decisamente meglio nel nuovo porticciolo di Sant’Elia che ha retto molto bene le onde giganti di lunedì e martedì, tanto che neanche le alghe sono riuscite ad arrivare sul terreno.
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