«Buonasera, benvenuti al Festival della canzone italiana, benvenuti al Festival di Sanremo». Si apre nel nome di Pippo Baudo, e non poteva essere altrimenti, l’edizione numero 76 della kermesse della canzone italiana. L’imperatore dei tredici Sanremi benedice la settimana con la sua inconfondibile voce sulle note di “Perché Sanremo è Sanremo”, il brano di Pippo Caruso e Sergio Bardotti simbolo del Festival baudiano.
«Lui ha inventato le chiacchiere e le discussioni», ricorda Carlo Conti che però di tutti i dettami del conduttore di Militello ne sceglie uno solo: la sobrietà, con la esse maiuscola, senza rischi e azzardi.
Il via
Parte Olly, il vincitore del 2025, che ripropone “Balorda Nostalgia” perché «è bello cominciare da dove eravamo rimasti». Sempre Baudo presenta Laura Pausini ricordando quella prima volta del 1993. La “ragazza di Solarolo”, gradevole anche nell’improvvisazione, supera a pieni voti la prova da co-conduttrice: «Ho paura di sbagliare ma mi sento tranquilla, sono a casa, sono con voi». Per la prima prova Laura, elegantissima in Armani, ce l’ha fatta.
L’altro omaggio doveroso è al maestro Peppe Vessicchio, che «dirige l’orchestra» introdotto da Mike Bongiorno, Fabio Fazio, Raffaella Carrà, Pippo Baudo, Gianni Morandi, Amadeus, lo stesso Carlo Conti, in un'ideale carrellata nella storia di Sanremo. «Un uomo, un marito, un padre, un amico meraviglioso», dice Pausini. Una presenza gentile capace di entrare nelle case degli italiani in punta di piedi. A Sanremo però funziona così: se ricordi uno, ricordi tutti. E allora Angela Luce, Tony Dallara, Sandro Giacobbe, Gianni Pettenati e Maurizio Costanzo, morto esattamente tre anni fa. E poi Ornella Vanoni: «Mercoledì sarà qui con noi Camilla Ardenzi, la nipote, a regalarci una sua versione di “Eternità”».
Promozione a parte, aleggia il mistero sulla scelta del co-conduttore Can Yaman, che entra in scena sulle note di Sandokan, di cui è protagonista nel remake Rai, e poi scompare. I minuti della presenza in scena dell’attore turco si contano sulle dita di una mano: fa cantare Laura Pausini in turco sulle note di “Kuzu Kuzu” del suo connazionale Tarkan. E poi sta al gioco con Kabir Bedi, il “vero” Sandokan dello sceneggiato di Sergio Sollima che compie cinquant’anni. Un confronto serrato con tanto di sfida sanguinosa con la tigre «nessuna delle quali è stata maltrattata».
La star
Il super ospite è Tiziano Ferro, che festeggia venticinque anni di carriera. Il cantautore di Latina, sei anni dopo l’ultima volta all’Ariston e venti dopo il duetto con Michele Zarrillo, presenta le sue hit più amate: “Ti scatterò una foto”, “ La differenza tra me e te”, “Lo stadio” e “Xdono”: «Questo mio quarto di secolo vale cinque secoli di più, mi è successo di tutto». La fama naturalmente, ma anche un grande amore finito. L’Ariston lo scaldicchia, come anche Max Pezzali in un veloce medley dalla nave ancorata in Riviera.
La centenaria
Standing ovation invece per la vera «ospite d'onore di questo Festival»: Gianna Pratesi, 105 anni, di Chiavari, che nel 1946 fu chiamata, come tutte le donne italiane, per la prima volta al voto. «In casa mia erano tutti di sinistra, ho votato per la Repubblica, finalmente votavano le donne!», esulta Gianna (altro che festival meloniano), che legge «senza occhiali tutte le mattine tre giornali». Conti chiama l'applauso: «La sua testimonianza deve essere un esempio per i più giovani, perché quello che abbiamo oggi è la conquista di tante persone, che hanno perso anche la vita per noi». Tutto bello, peccato che la grafica dell’Ariston per errore trasforma la Repubblica in «Repupplica».
Sul palco la carrellata infinita, lunghissima, dei 30 Big in gara, sottoposti al voto della Giuria della Sala Stampa, Tv e Web. Difficile arrivare fino alla fine. Ma un altro responso attende il Festival, quello dell’Auditel. Conti lo sa bene che quest’anno è dura, tra gli spareggi di Champions League e la concorrenza delle altre reti che stavolta è stata meno clemente del solito. E infatti mette le mani avanti: «Lo scenario è diverso, ci siamo spostati di due settimane, i competitor sono diversi, ci sono le partite di calcio».
Tra qualche ora si faranno i conti.
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