Il festival.

“San Teodoro Jazz”, libertà e passione 

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Ci sono festival che si limitano a ospitare concerti e altri che, anno dopo anno, riescono a costruire una comunità. Il “San Teodoro Jazz” appartiene a questa seconda categoria. In 11 anni ha saputo trasformarsi in un laboratorio permanente di idee, incontri e relazioni, facendo dialogare artisti affermati e giovani musicisti, residenti e visitatori, paesaggi naturali e ricerca musicale. Un percorso costruito con pazienza, che oggi rappresenta uno degli appuntamenti più riconoscibili del panorama jazzistico sardo.

I palcoscenici

Dal 31 agosto al 5 settembre il festival organizzato dall’associazione culturale San Teodoro Jazz e diretto artisticamente da Matteo Pastorino torna ad animare San Teodoro con 6 giornate di concerti, laboratori e jam session, attraversando piazze, spiagge e luoghi della quotidianità. Il mare continuerà a essere uno degli elementi centrali del racconto, da Cala d’Ambra a Cala Ginepro e Costa Caddu, mentre tra le novità ecco la bellezza di Puntaldia.

L’obiettivo

L’identità del festival rimane quella che negli anni ne ha accompagnato la crescita: offrire spazio ai linguaggi più contemporanei del jazz senza perdere il contatto con il pubblico, creare occasioni di incontro tra generazioni differenti e sostenere concretamente i giovani musicisti, affiancandoli a protagonisti della scena nazionale e internazionale. È una visione che continua a tradursi in opportunità concrete, come dimostra la presenza nel cartellone dei vincitori dello “STJ Contest 2025”, protagonisti di un percorso che il festival continua ad accompagnare anche oltre il concorso.

Gli artisti

Il programma riunisce artisti provenienti da esperienze e geografie musicali differenti. Dagli Stati Uniti tornerà a San Teodoro il sassofonista Logan Richardson, protagonista del concerto conclusivo in piazza Gallura con “A Living Score”, insieme al pianista Tony Tixier e al batterista Zach Morrow. Il “Selmer Day” del 4 settembre avrà invece tra i suoi protagonisti Giacomo Smith, virtuoso del clarinetto jazz, musicista capace di coniugare la grande tradizione con una sensibilità profondamente contemporanea.Tra gli appuntamenti più attesi figura anche il ritorno sul palco del direttore artistico Matteo Pastorino che, per la prima volta nelle 11 edizioni del festival presenterà un proprio progetto a nome e in veste di leader sul main stage di Piazza Gallura. “Chimera”, Produzione originale Insulae Lab, esplora un jazz contemporaneo nutrito di influenze post-rock ed elettroniche, tra testi in italiano e francese, manipolazioni in tempo reale, riverberi spaziali, delay frammentati, armonizzazioni vocali e texture elettroniche. Con Pastorino, Francesca Palamidessi, Federico Casagrande e Armando Luongo.Tra gli ospiti spicca inoltre il Marco Valeri Quartet, formazione guidata da uno dei batteristi più interessanti del jazz italiano. Un ruolo centrale sarà affidato ancora una volta alla nuova scena musicale sarda con il Marco Morandini Trio, il Far Side Quartet guidato dalla cantante Chiara Atzori e il duo A Bassa Voce di Claudia Belli e Alessio Concas. Nel cartellone trova spazio anche Mila Trani, artista italiana che vive a Barcellona, che insieme al chitarrista Bartolomeo Barenghi presenterà “Menta Selvatica” tra jazz, sonorità mediterranee, folklore, ritmi caraibici, flamenco e fado.

Le session

A fare da filo conduttore saranno le “STJ Sessions”: il concerto lascia spazio alla libertà dell'improvvisazione, coinvolgendo musicisti che negli anni hanno accompagnato la storia del festival e nuove formazioni nate proprio all’interno del suo lungo percorso.

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