La storia

Il bagnino e la cornacchia «La tratto come una figlia, spero non voli mai via» 

Andrea Stara l’ha ammaestrata, ma “Nacchi” ruba sigarette dalle borse 

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Sarà forse una casualità, oppure è una spiccata vocazione salutista. In ogni caso il fumo fa male, lo sa pure Nacchi, che è una cornacchia e ogni mattina rovista - senza permesso - tra le borse dei bagnanti. Ruba le sigarette, e con dedizione maniacale le fa in mille pezzetti. Che poi butta nella sua piscinetta, sistemata nella torretta fronte mare, dove passa le giornate con il suo “papà”: Andrea Stara, 57 anni, professione bagnino e ultimamente particolarmente indaffarato. Ci sono gli umani da salvare - in caso di pericolo - e lei, la piccola cornacchia, che non lo lascia solo un attimo.

Il racconto

«Non ho figli, lei è la mia primogenita. È convinta di essere una bambina». Deve davvero essere così, perché nonostante gli sforzi ammirevoli per educarla, qualche capriccio lo fa ancora. Si lamenta se lui la sgrida, sa pure miagolare ma di volare al momento non se ne parla.

Ha un po’ il fare della diva, si prende complimenti che nella spiaggetta di Giorgino non mancano e la carne macinata che consuma sino a sazietà. E nonostante la tenera età («dovrebbe avere circa cinque mesi»), mostra una forte personalità e pure saggezza: «Mangia al bisogno, quando è soddisfatta ha il brutto vizio di prendere la carne avanzata e di nasconderla nelle sacche che i nostri clienti sistemano vicino a lettini e ombrelloni. Apre proprio le zip e mette la carne dentro, forse pensando a eventuali periodi di carestia». Versione prontamente confermata dalla giovane donna che ha ritrovato la sorpresa nella sua sacca da mare. Ma si chiude un occhio, davanti alle marachelle di Nacchi, che si fa accarezzare sulla spalla del suo papà, e sta con il becco aperto sperando in un regalino. Non dev’essere molto paziente, perché poi diventa irrequieta, gli sale sulla testa e poi va per terra verso la piscinetta con i suoi giocattoli: due tappi di sughero, un ramoscello, la piuma. Abbastanza per divertirsi. Anche se in realtà si divertono un po’ tutti, e soprattutto Andrea, che le parla come se lei lo capisse e quando racconta di lei si emoziona pure.

Cambio di vita

Sembrava condannata alla morte, ma il miracolo laico l’ha salvata dai gatti del Villaggio dei pescatori. «L’ho trovata due mesi fa, di sera. Era piccolissima, accerchiata da gatti che credo la volessero mangiare. Da quel giorno non ci siamo più separati». In pratica le ha regalato una nuova vita, e anche Andrea se l’è presa. Perché prima faceva il meccanico di precisione, a Macchiareddu. «Quando l’impresa è fallita ho preso il brevetto e ho iniziato a fare il bagnino. Questo è il mio decimo anno. Lo stipendio non è lo stesso, sono povero ma ricco di spirito e di animo». Nacchi annuisce ma deve amare stare al centro dell’attenzione, così si lamenta e salta dalla spalla alla testa. Ma è anche attentissima, a ogni persona che arriva fa una sorta di saluto.

L’educazione

Il suo ruolo da papà Andrea lo prende seriamente: «Sto cercando di fare ciò che penso farebbe sua madre: le ho spiegato che i gatti sono nemici. Certo c’è ancora da lavorare». Deve certamente imparare a non rubare i vermi dei pescatori, attività nella quale pare sia abilissima. Pare sia l’ebrezza del furto ad animarla: «Le ho comprato gli stessi vermi e non li ha mangiati. Li vuole proprio rubare, è un po’ indisciplinata». Rapporto solidissimo e commovente, lui le parla e fa le vocine, lei lo guarda negli occhi come se lo capisse veramente. «Mi prenderanno per pazzo, ma da quando le ho detto che appena avrebbe imparato a volare l’avrei lasciata, quasi non sbatte più le ali, cammina e basta. Mi piace pensare che voglia stare con me».

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