Mosca. Il Cremlino respinge al mittente la soluzione di pace avanzata da Volodymyr Zelensky che prevederebbe una zona economica franca gestita da Paesi terzi. Ma qualcosa potrebbe tornare a muoversi in prospettiva negoziale. Nello stesso giorno in cui è in visita a Mosca il ministro degli Esteri vaticano, Paul Richard Gallagher, con l’offerta della Santa Sede di offrire un «sostegno diplomatico» e «uno spazio per il dialogo», è arrivato nella capitale russa anche il direttore della Cia, John Ratcliffe. La missione di Ratcliffe - la sua prima in Russia da capo della Cia - non era stata annunciata, ma l’agenzia Usa non ha fatto granché per tenerla segreta, visto che è arrivato con un aereo militare partito due giorni fa dalla base di Andrews in Maryland e atterrato a Mosca dopo uno scalo a Riga. A segnalare il suo arrivo all’aeroporto internazionale di Vnukovo è stato ieri il sito di tracciamento aereo Flightradar 24. E un automobilista bloccato nel traffico del centro di Mosca ha postato su Telegram il video di auto americane con targa diplomatica che sfrecciavano verso il Cremlino, con la scorta della polizia russa.
I colloqui
Successivamente la presenza di Ratcliffe è stata confermata da alcuni funzionari ai media americani. Non è dato sapere di cosa Ratcliffe abbia parlato con i russi. In ballo c’è il conflitto ucraino, con la mediazione Usa in stallo. Ma nel menu dei colloqui potrebbe esserci stato anche l’Iran, visto che il viaggio è coinciso con l’annuncio di pesantissime sanzioni statunitensi che mirano a strangolare la Repubblica islamica punendo anche quei Paesi che intrattengono rapporti commerciali con essa. E tra questi c’è proprio la Russia. Monsignor Gallagher ha invece iniziato la sua missione a Mosca, che durerà fino al 28 agosto, incontrando il ministro degli Esteri Serghei Lavrov. «Questa guerra deve finire», ha affermato l’inviato della Santa Sede, parlando insieme a Lavrov ai giornalisti dopo il faccia a faccia. È necessario mettere fine alle ostilità tra Russia e Ucraina e avviare negoziati, perché il conflitto «non può essere risolto con mezzi militari», ha aggiunto Gallagher, parlando di un incontro «franco e costruttivo». Il capo della diplomazia vaticana ha sottolineato che la Santa Sede rimane impegnata anche a collaborare alla risoluzione di questioni umanitarie, come il ritorno dei bambini alle loro famiglie e lo scambio di prigionieri. E ha confermato che su questi temi continuerà il lavoro del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, che ha già visitato Mosca due volte, nel 2023 e 2024.
La risposta
Da parte sua, Lavrov ha ringraziato la Santa Sede per la «posizione equilibrata sulla situazione in Ucraina» e ha espresso la sua «alta valutazione del coinvolgimento attivo del Vaticano nella risoluzione di una serie di questioni umanitarie urgenti». Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, però ha liquidato l’ipotesi che secondo Zelensky sarebbe emersa da colloqui con gli americani e gli europei, su un ritiro delle truppe ucraine e russe dai territori contesi dove verrebbe istituita una sorta di zona economica franca controllata da una terza parte. «Il Donbass è un territorio della Federazione Russa, e difficilmente un terzo Paese può occuparsene», ha tagliato corto.
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