Intervista

«La Sardegna non vada in vacanza d’inverno» 

L’ambasciatore Usa a Porto Cervo per il tour sul suo mega yacht. «Le pale eoliche? Uccidono il paesaggio» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Inviata

Porto Cervo. «La Sardegna? Troppo bella per chiuderla da ottobre ad aprile». Parola di Tilman J. Fertitta l’uomo d’affari prestato alla diplomazia targata Donald Trump che lo ha voluto ambasciatore americano in Italia. Lui, origini siciliane, nella veste di ambasciatore sta conducendo un tour tra i porti dello Stivale. Dopo aver visitato la Maddalena, Caprera, la casa di Garibaldi, il centro di Arzachena, San Teodoro, ieri ha aperto le porte del suo mega yacht all’establishment smeraldino che si è messo in fila per una foto-opportunity, una stretta di mano e la consegna di qualche dono. Tra gli ospiti volti noti del jet set: Franco Carraro, Afef, Mara Carfagna con marito e figlia, l’ex moglie di Tom Barrack, Laurel, e tanti altri. «Ivanka Trump? Non posso confermare che sia qui», ha detto ai cronisti lasciando intendere che la sua presenza nell’Isola non fosse più un segreto. Lui, la bandiera a Stelle e Strisce a destra e il Tricolore a sinistra, ha sorriso e lasciato che gli ospiti visitassero questa scintillante (persino troppo) sede diplomatica galleggiante. Sull’Isola non ha dubbi: la prima industria dovrà essere il turismo ed è pronto a fare la sua parte.

Il volo New York-Olbia potrà essere esteso all’inverno?

«Assolutamente sì e, se ci fosse, gli americani verrebbero, ma serve che ci siano hotel e ristoranti in cui andare. L’altro giorno ho visitato uno splendido resort della Costa Smeralda e sa cosa mi ha stupito?».

Cosa?

«Non c’era il centro congressi, è fondamentale per garantire un turismo diverso, durante i mesi invernali. In autunno potremmo anche organizzare un ritiro dell’ambasciata qui. Perchè no?».

La chiamano destagionalizzazione, qualche consiglio?

«Bisogna provarci, tenere le strutture aperte e resistere per qualche anno. Il mercato americano risponderebbe».

A proposito di mercato, i produttori di pecorino romano che per il 90% è fatto in Sardegna sono preoccupati per i dazi di Trump. C’è la possibilità che le cose migliorino?

«Il presidente Trump è stato molto giusto nel valutare i dazi differenziandoli anche in base ai prodotti, non credo che un 10% possa incidere, ma il presidente è un uomo d’affari e se le cose non dovessero funzionare sarà pronto a rivederle».

Lei è un uomo d’affari di successo, dovendo investire in Sardegna su cosa scommetterebbe?

«La tecnologia di sicuro, ma credo sia necessario tenere sempre presente la propria identità. Il turismo è la prima industria di questa terra meravigliosa».

Nel 2008 gli Stati Uniti hanno chiuso la base navale di La Maddalena, cosa è rimasto di quell’esperienza?

«Di sicuro il legame tra i due Paesi che lavorano a stretto contatto».

Il Mediterraneo è ancora una volta al centro di tensioni internazionali ed è in corso una grave crisi in Medio Oriente. Quella base adesso vi sarebbe utile?

«L’America ha una enorme presenza militare in Italia con basi in Sicilia, che è più vicina al Medio Oriente».

E i sommergibili che una volta erano a La Maddalena, vi servirebbero ora?

«Il discorso è che il modo in cui combattiamo le guerra è molto diverso rispetto a quello che si utilizzava 20 o 30 anni fa. Credo che il governo abbia realizzato che non abbiamo più bisogno dei sottomarini come prima. Le cose cambiano, ora ci sono i droni che trent’anni fa non c’erano».

In seguito al conflitto per il controllo dello Stretto di Hormutz, il prezzo del carburante è schizzato. Cosa dobbiamo aspettarci?

«Al cento per cento i prezzi scenderanno. Il presidente Trump sta portando avanti questa battaglia e qualunque cosa sia buona per l’America sarà buona per il prezzo della benzina».

Cosa pensa dei politici italiani?

«Sono incredibilmente qualificati e autorevoli, ne sono impressionato».

Giorgia Meloni ha detto al New York Times che si aspettava un rapporto più facile con Trump, è un rapporto recuperabile?

«Trump e Meloni si rispettano molto. Ma il presidente è arrabbiato con i paesi della Nato perché non lo hanno sostenuto come lui avrebbe voluto. Quando lui se l’è presa con Giorgia Meloni lo ha fatto perché non la considera solo una leader per l’Italia ma le riconosce un ruolo di leader mondiale, quando lui ti dà più valore si aspetta di più».

Quindi è un buon segno?

«Sì, è un buon segno».

In Sardegna c’è un dibattito sulla speculazione energetica e migliaia di persone protestano perché vogliono difendere l’Isola e il suo paesaggio. Il presidente Trump è molto critico rispetto all’eolico, lei cosa ne pensa?

«Le pale funzionano solo per i cinesi che le costruiscono, ma non producono abbastanza energia, sono molto pericolose e sono orribili: uccidono il paesaggio. Spero che non ne installino qui in Sardegna perché è troppo bella».

Qual è il valore della tappa sarda del suo tour?

«Non avrei potuto saltare la visita di questa che è una delle regioni più importanti d’Italia dal punto di vista turistico, economico e politico».

Cosa porterà a casa di queste giornate?

«Il calore della gente, ho imparato molto di questa terra. Ho anche visitato la casa di Garibaldi, un eroe».

Tornerà?

«Sì, magari a ottobre, sperando di trovare qualcosa aperto».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi