Villamassargia.

«Sa Reina e l’uliveto vanno rispettati come una cattedrale» 

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«Sa Reina, il secondo albero più longevo dell’Isola, e l’intero uliveto de s’Ortu Mannu sono equiparabili a una cattedrale e, come tali, vanno considerati e trattati. Parliamo di un unicum, un monumento dell’umanità verso il quale abbiamo enormi responsabilità e che non è di certo compatibile con eventi altamente impattanti come la Sagra delle olive». Dopo il recente crollo di una delle branche basali di Sa Reina, Gianluigi Bacchetta, ex direttore dell’orto botanico di Cagliari e già a lungo consulente del Comune, lancia l’allarme sullo stato di salute del monumento naturale di Villamassargia.

Ma la sindaca Debora Porrà non ci sta: «Seguite tutte le indicazioni del suo piano di gestione, la sua è una valutazione allarmistica. Evidentemente l’uliveto va tutelato anche dalle affermazioni di alcuni scienziati».

Già tre anni fa i pareri erano divergenti: Bacchetta, ordinario di Botanica Sistematica all’Università di Cagliari e tra i massimi esperti del settore, aveva già lanciato l’allarme e nel 2019, insieme agli stimati botanici Bernabe Moya (consulente del Comune fino al 2020) ed Ignazio Camarda, aveva prodotto una relazione scientifica per la gestione dell’uliveto. «Non ci hanno ascoltato, anzi dopo i nostri solleciti siamo stati anche tacciati di allarmismo e sminuiti professionalmente. Eppure, guardando ad oggi con sa Reina ed altri 40 ulivi in forte sofferenza, avevamo ragione». Per il botanico un risanamento è comunque possibile: «Va bene proseguire e strutturare i trattamenti anti-patogeni ma occorrono potature conservative e fatte da non improvvisati, un impianto antincendio capace di irrigare in caso di estati aride ed evitare pascoli ed usi inappropriati dell’uliveto. La Sagra delle olive? Ha senso chiamarla ancora così dato che le olive non sono né locali né il fulcro della sagra? Andrebbe spostata fuori dall’uliveto nel quale dovrebbero essere consentite solo passeggiate».

Debora Porrà non è d’accordo: «Abbiamo seguito il piano di gestione e continuiamo ad effettuare cure fitosanitarie e potature specifiche supervisionate dall’università di Sassari e da Laore. La sagra fuori dall’uliveto? Impossibile, ci sono tradizione, cultura, identità ed anche aspetti economici che Bacchetta non considera: le sue sono speculazioni intellettuali fini a se stesse». Nella vicenda interviene anche Pino Floris, agronomo ed a capo dei cantieri di potatura eseguiti fin dal 2021: «Mai intervenuti sulla stabilità delle piante, solo sulle parti già secche. Ora faremo l’analisi di stabilità di tutti i 753 ulivi dell’uliveto per poi valutare interventi, ma servono ingentissime risorse. Il ramo franato de sa Reina è stato valutato nel 2025: presentava un’incisione frutto, come per tanti altri ulivi dell’uliveto, delle potature sbagliate del passato e poi il carico delle olive ed il successivo shock climatico hanno fatto il resto. Lo stato di salute degli ulivi non è preoccupante».

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