Un investimento da 129 milioni di euro per ridisegnare il futuro della sanità sarda. L’ospedale Brotzu si prepara a cambiare volto con la realizzazione di un nuova e supertecnologica ala di sei piani che ospiterà, tra le altre cose, 18 moderne sale operatorie, un pronto soccorso completamente rinnovato, una grande area parcheggi. Accanto alla passerella dell’ingresso centrale, sarà realizzata un caseggiato destinato al Cup e a servizi di accoglienza per pazienti e visitatori. Dopo il via libera all’unanimità, ieri, della commissione Urbanistica, oggi la delibera approda in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva delle nuove volumetrie necessarie alla realizzazione dell’intervento. «Si tratta di un’operazione attesa da tempo», spiega l’assessore alla Pianificazione Matteo Lecis Cocco Ortu. «Oltre alla nuova piastra tecnologica, che consentirà di avere nuove sale operatorie e nuovi strumenti tecnologici all’avanguardia per il miglior funzionamento dell’ospedale, sarà realizzato anche un nuovo centro unico di prenotazione che renderà più accessibile e funzionale tutto l’ospedale», aggiunge. «Un intervento di straordinaria importanza, senza dubbio il più rilevante dalla nascita del “Brotzu” a oggi», gli fa eco Andrea Scano, presidente della commissione Urbanistica.
La nuova ala
Il cuore dell’intervento sarà il nuovo blocco sanitario, che nascerà su sei livelli, e consentirà di concentrare e razionalizzare numerose attività oggi distribuite in spazi dispersivi e non più adeguati agli standard richiesti. Particolare attenzione sarà riservata all’area chirurgica. Le 18 nuove sale operatorie (che si aggiungono alle 6 “vecchie” che saranno ristrutturate) saranno progettate secondo criteri tecnologici avanzati, con apparecchiature di ultima generazione e ambienti pensati per garantire maggiore efficienza e sicurezza per medici, infermieri e operatori sanitari e pazienti, naturalmente. «L’intervento porrà rimedio a questioni come la dispersione delle sale operatorie, dal momento che nella nuova struttura saranno completamente nuove e concentrate in un’area a esse dedicata, o la carenza di una “recovery room”, cioè l’area dedicata all’assistenza e al monitoraggio dei pazienti subito dopo un intervento chirurgico, che nel nuovo blocco viene invece prevista», sottolinea Scano.
Un altro tassello fondamentale del progetto riguarda il pronto soccorso: il nuovo reparto dovrebbe consentire una gestione più fluida dei percorsi di emergenza-urgenza, con aree dedicate, spazi più ampi e una migliore organizzazione dei flussi dei pazienti. «Verranno incrementati i posti letto in terapia intensiva e facilitati i percorsi dell’emergenza-urgenza. Attualmente il Pronto Soccorso si trova distante da certi reparti», spiega ancora Scano.
Cup e ticket
Il piano prevede anche la realizzazione di un nuovo blocco, accanto alla passerella utilizzata come ingresso principale, destinata a servizi amministrativi e informativi. Qui, infatti, troveranno posto il nuovo Centro unico di prenotazione (Cup), gli uffici ticket e un moderno punto informazioni. Non solo: ci sarà anche un punto che distribuirà presidi sanitari a persone con disabilità (per esempio una sedia a rotelle) che si recano al Brotzu per cure o in visita. Un aspetto determinate è che per tutta la durata dei lavori (tempo stimato tre anni dalla posa della prima pietra) il Brotzu non subirà nessuno stravolgimento dell’attività. Tradotto: esattamente come garantisce oggi le prestazioni sanitarie a miglia di sardi, continuerà a farlo anche per tutta la durata del cantiere. «I lavori non interferiranno con la normale attività ospedaliera», precisa il presidente della commissione.
Unanimità
Sul progetto si registra un consenso politico praticamente unanime: il voto della commissione di ieri pomeriggio, salvo sorprese che è difficile prevedere, rispecchierà quello di oggi a palazzo Bacaredda. «La realizzazione della piastra tecnologica per l'emergenza urgenza del presidio San Michele costituisce un'opera sanitaria strategica non solo per Cagliari ma per l'intera regione per questo motivo abbiamo lavorato all'unanimità delle forze politiche rappresentate in commissione urbanistica per licenziare in pochi giorni la richiesta di deroga per l'incremento volumetrico», afferma Giuseppe Farris, CiviCa 2024. E conclude: «L'auspicio è che a differenza del recente passato l'opera venga anche concertata con le parti sociali e gli operatori stessi del presidio».
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