Sei anni fa ne aveva una cinquantina. Oggi è arrivata a quasi quattrocento. Era il 2020 quando Rita Sarritzu ha iniziato a collezionare Barbie e a vestirle con abiti cuciti su misura da lei stessa: dai vestiti tipici sardi fino all'abbigliamento dell'era vittoriana e degli anni ‘60 e ‘80. «Avevo perso da poco mia madre e il dolore era tanto», racconta, «così mi sono dedicata a questo hobby che avevo da quando ero bambina. Da quando ho ricominciato, non ho più smesso».Casa sua a Quartucciu è un pullulare di Barbie, ma anche di Ken. «Era giusto aggiungere anche loro alla collezione», sorride. C'è il Ken con l'abito sardo da sposo, ma anche quello vestito da Mamuthone e a breve realizzerà anche quello vestito da Merdules. Cuce gli abiti di notte. «Ho un marito e un figlio. Perciò, dopo cena, una volta che il tavolo è sparecchiato, mi siedo e comincio. Vado avanti fino alle tre. Mio marito ormai ci ha fatto l’abitudine, sa che questa è una passione alla quale non rinuncio». Le sue collezioni vengono spesso esposte alla DomusArt in occasione di eventi particolari, come la Mostra del Pane e del Dolce (prima di vestire le Barbie e i Ken, ha sempre realizzato dolci sardi artistici, fatti in pasta di mandorle e zucchero, e continua a farlo).
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