Pronostici rispettati. Servirà il ballottaggio per decidere chi sarà il prossimo rettore dell’Ateneo turritano e, a contendersi la carica, saranno Francesco Morandi e Omar Chessa. La seconda tornata elettorale ha emesso un altro verdetto a distanza di meno di 48 ore dalla prima tagliando fuori dai giochi Sergio Uzzau, ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica, destinatario di 194 voti. Terzo classificato dei competitor rimasti, dopo il ritiro di martedì di Giorgio Pintore, e lontano 33 preferenze da Chessa, la cui cattedra è Diritto Costituzionale, e si è attestato a 227. Ancora avanti Morandi, ordinario di Diritto del Turismo e Navigazione che, come lunedì scorso, ha raggiunto il temporaneo gradino più alto del podio, raccogliendo 267 voti. E adesso resta il responso finale in programma lunedì 28 settembre, quando l’università si esprimerà sullo “spareggio” tra i due decretando il nuovo Magnifico. «E stavolta chi riceve più voti vince», ha riferito il professor Antonio Piga, presidente della commissione elettorale, ieri in Aula Magna, al termine della lettura degli esiti. Frutto delle scelte di 1065 votanti, il 91,34 per cento degli aventi diritto su un totale di 1166. 613 gli elettori “pieni”, su 627 potenziali, il cui voto vale uno a testa, tra docenti e parte del personale, il 94,77 per cento. La massa del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario si è presentato invece con 361 votanti su 439, l’82,23 per cento. Confermando così una disaffezione al suffragio in cui il comparto ricade sul computo finale con appena il 10 per cento. 91 su 100 gli studenti, rappresentanti nei vari consigli di dipartimento, che hanno scelto il proprio sfidante preferito nell’urna telematica, a cui vanno aggiunte, infine, 20 schede bianche che, chissà, da qui a cinque giorni potrebbero assumere un colore preciso.
Tirando le somme sono però determinanti i desiderata delle 12 facoltà, sollecitate nel giorno successivo allo spoglio di partenza, affinché si rivedessero o spostassero le posizioni iniziali. Manovre inevitabili come è innegabile che si siano registrati dei piccoli movimenti, sismi minori, tra i pretendenti, senza però dare vita alla magnitudo capace di investire un nuovo rettore. Per cui occorreva la soglia di 357 preferenze, metà dei voti più uno, dei 712, 8 complessivi, tra voto ponderato e pieno. Come appare chiaro a un primo sguardo il trio ha riempito la propria cassaforte di altri consensi ma il balzo verso l'alto porta la firma di Omar Chessa che, da 200, ne ha recuperati 27, Morandi 14 e Uzzau soltanto 9. 41 in totale, superiori al bottino lasciato da Pintore, ordinario di Farmacologia, che aveva detto addio alla contesa liberando 36 voti. A una lettura superficiale sarebbero andati perlopiù al giurista, a dispetto dei rumors che lo davano in difficoltà e, nella narrazione epica del dietro le quinte universitario, bersaglio di presunte congiure di palazzo.
I numeri raccontano altro e ribadiscono che il ballottaggio sarà combattuto fino all’ultimo, richiedendo però che entrambi peschino da coloro che, finora, li hanno esclusi. Per Chessa il bacino da intercettare risiede nell’ampia platea che afferisce a Medicina, Scienze Biomediche e spazi limitrofi, anche se, perlomeno per il primo dipartimento, le voci riferiscono di una propensione per Morandi. Tutto da dimostrare, e da realizzare, considerando che, già da ieri sera, sono iniziate le manovre per convincere a spostare le truppe e i graduati. Entrambi i candidati, nelle dichiarazioni di martedì, hanno parlato chi «di rimettere al centro ciò che ci unisce», Morandi, chi di«“un’Università che torni a sentirsi pienamente comunità», Chessa. Un appello all’unione di intenti che lunedì si valuterà nell'urna.
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