Il caso.

Rete legale per difendere gli antagonisti 

Gruppo di avvocati a supporto di pro Pal e movimenti: gli indagati sono 72 

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Una rete di avvocati sparsi in varie regioni che si confronta costantemente sui temi giuridici e penali che riguardano le principali inchieste sulla galassia antagonista (attualmente molte indagini riguardano gruppi Propal) aperte dalla varie Procure italiane. Di fatto un gruppo di lavoro e supporto legale, nato subito dopo l’indagine di Genova che ha coinvolto il leader della comunità palestinese italiana, Mohammad Hannoun, che ormai è operativo anche a Cagliari e nell’Isola a seguito dei fascicoli aperti dalla Dda su manifestanti sardi e sostenitori isolani del popolo di Gaza. A farne parte, per il momento, ci sono gli avvocati Carlo Monaldi e Giulia Lai, che assistono numerosi dei 72 giovani iscritti nel registro degli indagati per una serie di reati contatati a seguito di alcune manifestazioni.

La rete legale

L’inchiesta da cui tutto sembra partire è quella genovese che vede coinvolto il presidente dei palestinesi in Italia, Hannoun, finito sotto inchiesta con altre persone con la pesante accusa di fare parte di un’associazione con finalità di terrorismo che avrebbe finanziato Hamas. Di recente i suoi avvocati, Fabio Sommovigo, Dario Rossi e Emanuele Tambuscio, hanno ottenuto l’annullamento dell’arresto da parte della Corte di Cassazione, ma il leader dei palestinesi italiani che gli altri indagati (Ra'ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji) restano in carcere in attesa di una nuova pronvia del Tribunale del Riesame. Ma in Italia e, anche in Sardegna, numerosi sostenitori della causa palestinese si sono trovati negli ultimi mesi sotto indagine, in un caso anche per il reato di “apologia”, a seguito di cortei o post pubblicati su Internet. Da qui l’impegno dei legali Monaldi e Lai, ma la rete si sta allargando ad altri avvocati, a confrontarsi con i colleghi che già fanno parte della rete per avere strategia di difese comuni e aggiornate.

Inchieste sarde

Per i presunti disordini nel corso di tre manifestazioni del 22 settembre, del 3 e del 4 ottobre scorsi, la Procura di Cagliari ha notificato 72 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettante persone coinvolte in blocchi stradali e altri reati durante i cortei Propal. Altre 19 sono finite nei guai, invece, per le tensioni del 1 novembre attorno a piazza Garibaldi dove numerosi manifestanti protestarono contro un raduno di una formazione studentesca di estrema destra. Inchieste analoghe a quelle che si stanno aprendo in varie regioni italiane per fatti molto simili. E sempre in città, poi, una donna è stata indagata dalla Digos emiliana e dalla Procura di Bologna per «apologia di reato», dopo una serie di post pubblicati su Facebook: secondo l’accusa alcuni avrebbero dato risalto ad alcune manifestazioni Propal che si sono svolte il 7 ottobre scorso (a Bologna), altri avrebbero inneggiato al movimento delle Brigate Al Qassam. Al termine di una perquisizione domiciliare e informatica le è stato sequestrato il telefono. Ora i suoi difensori, Carlo Monaldi e Marina Prosperi (emiliana), hanno fatto ricorso al Riesame, ottenendo il dissequestro e la restituzione degli apparecchi.

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