Fonni.

Raccolta fondi per la gioielleria 

La mobilitazione parte con un post del parroco. La sindaca: presto un Consiglio 

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«Alla signora Rosanna Velari voglio dire, anche a nome di tutti i fonnesi: siamo con te», esordisce Fabrizio Di Napoli, imprenditore che da subito ha sostenuto la proposta arrivata dal parroco del paese, Luciano Monni. Ovvero, una raccolta fondi per aiutare la storica gioielliera a ripartire, dopo il clamoroso furto commesso mercoledì scorso, in piena notte, quando una banda di professionisti ha sradicato con un mini-escavatore e portato via la cassaforte della rivendita di preziosi. «Sono orgogliosa dei miei compaesani», dice Daniela Falconi. La sindaca aggiunge: «Questa è Fonni, una comunità compatta e laboriosa».

L’idea

«Gioire con chi gioisce e piangere con chi piange. Essere comunità significa questo». Poi un’emoticon a corredo, un cuore azzurro. Ecco il post che ha smosso il paese e lanciato messaggi forti. Lo ha pubblicato don Luciano Monni, nella bacheca della pagina Facebook della parrocchia. In un attimo è stato sposato da una comunità intrisa di solidarietà. Fonni si ribella agli incivili, ai malviventi che hanno svaligiato la gioielleria di via Umberto poco dopo le tre del 25 marzo. E avvia una raccolta fondi per permettere a Rosanna Velari di rilanciare l’attività, dopo il furto della cassaforte. «La nostra è innanzitutto una risposta corale di solidarietà e vicinanza», dice la sindaca, Daniela Falconi. «Si dà concretezza, con una raccolta fondi, ma soprattutto è una risposta di tutta la comunità contro un atto vile che ha colpito chi lavora».

Coesione

Fonni isola i delinquenti. Coesione e aiuto reciproco, prima di tutto. Falconi assicura: «Faremo un Consiglio comunale sul tema, nei prossimi giorni. Ci sarà un punto all’ordine del giorno che discuterà di questo e altri aspetti. D’altronde, Fonni è altro, non è assolutamente questo atto vile». Intanto, le indagini proseguono ma si confermano difficili. Il colpo alla gioielleria Velari è stato messo a segno da professionisti. Una banda composta almeno da cinque persone, capace di sradicare la cassaforte della rivendita in pochi minuti, con un mini-escavatore. E sebbene dalla telecamera del vicino Banco di Sardegna non sia arrivato alcun aiuto, i filmati sono stati visionati ma non inquadrerebbero i banditi in azione, la sensazione è che qualche risposta possa giungere dai sistemi di videosorveglianza dei negozi della zona.

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