Regione

Lai detta la linea post referendum: «Serve una verifica di legislatura» 

Pd riunito a Oristano, il segretario agli alleati: nuova rotta se necessario 

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La vittoria al referendum è ancora un vento inebriante nel Campo largo. «Ha dimostrato che la destra non è invincibile». Per loro «è (stata) l’apertura di una crisi politica», ha detto venerdì Silvio Lai, quando a Oristano il segretario-deputato ha aperto la Direzione regionale del Pd. Stesso sentire in casa M5S, dove il consigliere regionale Alessandro Solinas viaggia spedito verso la nomina a coordinatore sardo, al posto del senatore Ettore Licheri, “promosso” vicepresidente nazionale. «Le urne – dicono nel movimento – hanno premiato la politica dialogante che entra nel merito dei contenuti con coraggio e trasparenza». Ma nodi e frizioni targati Regione restano tutti.

Le richieste

L’iperrealismo di Lai, senza sorprendere nessuno, non ha tardato a prendere il sopravvento in Direzione. «Abbiamo chiesto» agli alleati «di aprire una fase di valutazione del percorso sinora fatto – ha ribadito Lai –. Non possiamo aspettare la campagna delle Politiche». Che inizierà a settembre, in coincidenza con il giro di boa in Regione. Di qui la preoccupazione di Lai: «Finiremmo fuori tempo massimo per correggere la rotta, dove è necessario». Passato (recente) e futuro (prossimo) uniti dallo stesso filo. Indimenticata nel Pd «la scivolata Egas», l’ha chiamata il segretario, con la presidente Todde che lo scorso dicembre ha votato con il centrodestra la riconferma di Fabio Albieri nell’ente dell’acqua (5 favorevoli, 6 astenuti). Lai ha rispolverato l’agenda delle priorità. Eccone alcune: «Legge 1 sull’organizzazione della Regione, ferma dal 1977; welfare contro lo spopolamento e la fuga dei giovani; sostegno alle Università di Cagliari e Sassari; revisione del sistema di finanziamento delle Asl; centralità del progetto Einstein Telescope». Di sicuro, la nuova leadership nazionale da costruire in vista del voto 2027 non è un percorso neutro rispetto agli equilibri in Regione. Anzi: secondo la lettura del segretario, il possibile scontro tra Schlein e Conte rischia di convertirsi qui in un ulteriore terreno di frizioni. «Non si può nascondere sotto il tavolo la polvere che si è accumulata o si potrà accumulare in quella fase – ha detto Lai –: prima o poi riemergerà».

Verso il voto

Nel breve periodo, il motivo di soddisfazione, non senza insidie, sono le Comunali di giugno. Per i dem valgono un’altra nota di ottimismo. «Nei territori il Partito democratico continua a essere il perno nella costruzione delle coalizioni di centrosinistra», ha sottolineato il segretario. A Quartu, Graziano Milia, pronto alla corsa bis, riabbraccia il “suo” per centrare una riconferma con la «bandierina rossa – ha detto Lai – e non grigia». Ancora in alto mare la trattativa su Sestu: Michela Mura, da sempre democratica, è la candidata gradita anche al M5S, ma i civici del centrosinistra non sono convinti e vogliono portare al tavolo il nome di Giancarlo Angioni, primario in pensione. Al voto, tra i 146 Comuni sotto i 15mila abitanti, anche La Maddalena e Tempio, ma senza «sintesi unitarie», ha detto Lai in Direzione.

Gli strappi

Qualcosa si è rotto pure a Porto Torres, dove l’obiettivo è la riconferma di Massimo Mulas, tessera Pd dal 2023: con il Campo largo riproposto in chiave locale non va Sinistra futura, che punta su Loredana De Marco in tandem con Sardegna chiama Sardegna. «Non ci convincono le coalizioni ibride, dove insieme alle forze progressiste ci sono anche forze di destra o ambigue – dice il consigliere regionale e segretario Luca Pizzuto –. Bisogna vincere bene con le giuste idee in campo, perché poi diventa complicato governale. Alla presentazione delle liste manca ancora un mese: auspichiamo che questa idea possa essere condivisa anche dalle altre formazioni politiche». Sugli strappi, a cominciare dal livello regionale, minimizzano da Avs. «Non esiste alcuna tensione, tra Pd e M5S c’è un dialogo che, per quanto serrato, resta tale – dice Antonio Piu, l’assessore ai Lavori pubblici e coordinatore sardo del partito –. Tutti insieme – è la sottolineatura – continuiamo a governare anche nei Comuni. Per quel che riguarda Avs, abbiamo eletto il sindaco ad Alghero e a Sassari siamo la seconda forza della coalizione. In tutta l’Isola possiamo contare su sessanta amministratori locali». Piu, che resta un papabile per le Politiche del 2027, non pensa al rimpasto: «Contano semmai le cose fatte. Pensiamo, per esempio, al mezzo miliardo di euro investito nelle politiche per l’edilizia pubblica». Alle staffette in Giunta non guardano nemmeno i Cinque Stelle: «Il tema non è all’ordine del giorno» e l’interim di Todde alla Sanità andrà avanti «fintanto che continuerà a produrre i buoni risultati che stiamo vedendo».

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