La corsa alla guida della Provincia del Medio Campidano subisce un secondo stop. Dopo il rinvio del voto del 26 agosto, in seguito al ricorso al Tar presentato dal consigliere di opposizione di Serramanna, Carlo Pahler, ieri è arrivato l’atteso giorno della sentenza, ma così non è stato: l’udienza che si è svolta in mattinata si è invece chiusa con un rinvio. Ora la pronuncia dei giudici amministrativi nel merito è in calendario per il 30 settembre.
Il ricorso
Quando tutto era ormai pronto per la consultazione in programma il 26 agosto, l’inatteso appello al Tar di Pahler contro la Provincia per l’annullamento del decreto della vice presidente, Maura Boi, per l’indizione delle elezioni del presidente, e la Regione che l’aveva autorizzata, presentato nei confronti dei due candidati (i sindaci Francesco Sanna di Collinas del Campo largo ed Emanuele Lilliu di Barumini dei civici) e altre forze del centrodestra. L’ulteriore rinvio dell’apertura delle urne ha scatenato malumori, dubbi e perplessità sulla “paralisi” dell’ente a meno di un anno dalla rinascita, pur nel rispetto del ruolo dei giudici. «Sono per lo Stato di diritto», è stato il commento di Sanna, «in tutte le articolazioni. Benché non auspicato, questo tempo aggiuntivo è un’opportunità per incontrare e consolidare i rapporti con gli amministratori che manifestano interesse per la mia candidatura. Saremo uniti, sindaci e consiglieri, pronti a servire il territorio, interpretando i bisogni, e a condurre adeguate azioni». Commenta poi Lilliu: «Il rinvio, credo che sia un termine corretto per poter esaminare le memorie di replica delle parti. Senz’altro ai primi di ottobre conosceremo i contenuti della sentenza. Sarà il voto degli amministratori a scegliere liberamente il presidente».
Le conseguenze
«Prendiamo atto della sospensione dell’iter elettorale», puntualizza la vicepresidente Boi, «la nostra priorità è garantire stabilità, trasparenza e svolgimento delle attività istituzionali». Sul caso della Provincia del Medio Campidano interviene anche l’ex presidente, Giuseppe De Fanti, decaduto a giugno da sindaco di Guspini e quindi, automaticamente, anche dalla carica presidente. «A mio giudizio», commenta De Fanti, «il rinvio pregiudica ulteriormente l’operatività dell'istituzione. La Regione inspiegabilmente, già dallo scorso anno, non ha voluto prendere atto delle gravi carenze della legge regionale sul sistema di votazione, e si è invece limitata a prendere in prestito, in modo parziale, la normativa nazionale».
Le polemiche
Il sindaco di Gesturi e consigliere provinciale, Emilio Serra, si esprime in modo abbastanza esplicito: «Sono indignato: mesi di stallo senza una guida certa, non si può programmare, un perenne letargo. Se i giudici dovessero dare ragione all’operato della Provincia, la Regione se ne assuma tutte le responsabilità, anche economiche, per il ricorso al Tar». Il consigliere Massimiliano Paderi: «Non c’è continuità, lavorare fra tante incertezze non giova alla salute dell’ente. Le norme devono essere chiare, i dubbi siano risolti». Marco Maccioni: «L’impegno del Consiglio bloccato dalla firma del decreto per le elezioni della vicepresidente e non della presidente Todde. Intanto paga il territorio». Il dubbio del consigliere di opposizione, Agostino Pilia: È la firma sbagliata o il timore del ricorrente di non avere i numeri per vincere?». Il sindaco di Sanluri, Alberto Urpi: «La Provincia ha bisogno di un presidente, subito e definitivo».
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